News del sito Parrocchia Preziosissimo Sangue Torre del Greco https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/news.php Rss delle notizie Parrocchia Preziosissimo Sangue Torre del Greco it-it Messa Santo Natale 2017 Carissimi,di seguito pubblichiamo la messa del Santo Natale, fatela vedere ed ascoltare, a chi per motivi di salute, non riuscito a venire in parrocchia. https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=89 2017-12-25 Spettacolo di Natale Con assoluto piacere pubblichiamo il video di parte dello spettacolo, complimenti a tutti . https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=88 2017-12-15 Prima Domenica di Avvento Lanno B del ciclo triennale delle letture lanno di Marco. Eppure non si comincia dal paragrafo iniziale del suo Vangelo, che sar oggetto di lettura nella settimana prossima: si parte dal punto in cui terminer la penultima settimana dellanno, con lannuncio del ritorno di Cristo: Allora vedranno il Figlio delluomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. A prima vista, ci pu sembrare strano ed illogico. Invece, nella liturgia, c unestrema sottigliezza nelleffettuare il cambiamento di tono: la nostra attenzione, che nelle ultime settimane era centrata sul giudizio e sulla fine del mondo, si sposta ora sul modo di accogliere Cristo: non con paura, ma con impazienza, proprio come un servo che attende il ritorno del padrone (Mc 13,35). In quanto preparazione al Natale, lAvvento deve essere un tempo di attesa nella gioia. San Paolo interpreta il nostro periodo dattesa come un tempo in cui dobbiamo testimoniare Cristo: Nessun dono di grazia pi vi manca, mentre aspettate la manifestazione del Signore nostro Ges Cristo (1Cor 1,7). https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=87 2017-12-03 QUARTA DOMENICA DI AVVENTO Buona Domenica: Quarto ed ultimo appuntamento con le domeniche di Avvento. I modelli ai quali ispirarci in questi ultimi giorni di Avvento per prepararci degnamente al Santo Natale, da un punto di vista spirituale, sono Maria e Giuseppe. La parola di Dio ci immerge nel mistero della nascita di Ges Cristo, presentando la coppia nella quale Ges sceglie di venire al mondo. Tutti e due sono chiamati in causa con responsabilit diverse e con disponibilit diverse nel progetto diDio. Nel racconto di Matteo, che oggi meditiamo, emerge la figura di Giuseppe come autentico giusto, cio vero servo di Dio, umile, obbediente, generosamente e totalmente disponibile ai disegni di Dio. Giuseppe aveva avuto il coraggio di prendere la decisione di non accusare Maria, anche se era preoccupato e, mentre stava pensando a tutte queste cose, un angelo gli appare in sogno e gli rivela quello che il Signore vuole da lui: Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che generato in lei viene dallo Spirito Santo. Queste parole colgono di sorpresa Giuseppe ma nello stesso tempo gli danno tanta serenit: il Signore in persona gli dice di non temere! Quanta gioia quando langelo gli dice anche: Ella dar alla luce un figlio e tu lo chiamerai Ges: egli infatti salver il suo popolo dai suoi peccati. Tu lo chiamerai Ges: queste parole lo hanno fatto rinascere per la felicit! Giuseppe ha detto S, ha creduto in Dio. Maria aveva gi detto di S allannuncio dellangelo Gabriele e ora anche Giuseppe ha accettato! E stato per questi due S che Ges potuto venire tra noi per prepararci un posto in paradiso. Allora, dobbiamo capire da Giuseppe quanto importante ascoltare il Signore. Lascoltare e il mettere in pratica la Sua Parola pu cambiare in bene non solo la nostra vita ma anche la vita di tutte le persone! Si tratta di accogliere Cristo nella nostra vita con la semplicit e la totale disponibilit alla sua volont come ci attesta il comportamento di Maria e di Giuseppe di fronte al grande evento dellincarnazione del Figlio di Dio. https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=86 2016-12-18 TERZA DOMENICA DI AVVENTO https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=85 2016-12-12 SOLENNITA\' IMMACOLATA Buona festa dellImmacolata: Celebriamo oggi il mistero dellImmacolata Concezione di Maria. Lei, fin dal primo momento della sua esistenza, non sperimenta e non subisce leffetto del male e della vulnerabilit al male. Ne esente e totalmente aperta allazione di Dio nella sua vita. Ma, non per questo vive in una situazione di totale preservazione di scelte libere, difficili e faticose. La prima cosa che risalta nel brano del vangelo di oggi che Dio prende liniziativa. Invia un angelo con un nome preciso, Gabriele (che significa Forza di Dio oppure Dio la mia forza), in una citt chiamata Nazareth, un piccolo paesino in Galilea. Come sempre Dio ci stupisce perch lui non si comporta mai come gli uomini che guardano le apparenze, che guardano ci che colpisce; Dio ha uno sguardo diverso, guarda il cuore, va oltre ci che appare. Dio ci guarda sempre in modo positivo e non sono le nostre capacit, la nostra bravura, il nostro impegno che lo spingono a sceglierci, ma semplicemente il suo amore gratuito per noi. Tu sei piena di grazia dice langelo, segue lesortazione non temere, Maria, Dio sa di te, ti conosce, ti ha gi riempita della grazia, ancora prima che tu lo sapessi. Sei piena di grazia per Suo dono! Davanti allangelo Maria realizza che le viene chiesto un atto di fiducia verso Dio, anche se la spiegazione del messaggero non riesce a chiarire ogni futuro elemento, che incontrer sulla sua strada. La festa di oggi ci dice che Dio ha grande fiducia in ciascuno di noi, non guarda se siamo bravi, se abbiamo tante capacit. Lui ci ama e basta. Credere in lui vuol dire accogliere questo suo amore. Eccomi sono la serva del Signore. Queste parole esprimono senza dubbio una coscienza di relazione. Chi si pone al servizio definisce la relazione a un altro. Maria si definisce in relazione a Dio perch lui ha deciso di mettersi con lei in una relazione di scelta, di compiacenza, di sostegno. Maria la serva del Signore, colei che Dio sceglie e che riveste della sua forza per stare al suo fianco, affinch diventi il segno del suo amore. Maria, come suo figlio Ges, non ha una strada facile per questo ruolo, ma proprio attraverso il suo s il mondo conoscer la gioia di sapere che Dio lo ama. Anche noi siamo chiamati a questo. Dio ci ama, ci sceglie, ci chiama a partecipare con lui alla realizzazione del suo Regno dove lamore, la pace, la fraternit, la bont, il perdono, laccoglienza e la giustizia sono i colori per realizzare il disegno di Dio. https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=84 2016-12-08 SECONDA DOMENICA DI AVVENTO Oggi sale in cattedra Giovanni Battista: il maestro dellAvvento Nella seconda domenica di Avvento, la parola di Dio, nel testo del Vangelo, ci presenta leminentissima figura del precursore di Ges, Giovanni il Battista, tra laltro anche cugino del Signore. Nel breve testo del Vangelo di Matteo, il Battista, pur essendo una persona estremamente umile, appare come una persona autorevole, che ha il suo influsso benefico sui suoi seguaci, che seguono linsegnamento del profeta, senza mettere in discussione nulla del maestro. Un vero docente di preparazione agli eventi. Potremmo oggi sceglierlo, per le sue capacit oratorie e persuasive, per la sua preparazione specifica, per la sua passione innata, ad essere guida e maestro degli altri, un vero docente per allestire i preparativi in vista del Natale di questanno e di sempre. Primo messaggio chiaro e preciso da parte del precursore linvito alla conversione: Convertitevi, perch il regno dei cieli vicino!. Secondo messaggio, ugualmente esplicito, la testimonianza della sua vita semplice e penitente: Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Terzo messaggio: la pratica del battesimo di penitenza: Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Quarto e pi preciso messaggio: preparare la via al Messia: Io vi battezzo nellacqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me pi forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzer in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulir la sua aia e raccoglier il suo frumento nel granaio, ma brucer la paglia con un fuoco inestinguibile. Il vangelo di Giovanni Battista la buona notizia della venuta del Messia, alla quale bisogna prepararsi in santit di vita, rinnovandosi nella mente, nel cuore e nei comportamenti. Uscire fuori dallipocrisia e dalla menzogna e fare spazio alla luce che viene dal Redentore ed atteso dallumanit. Il Vangelo non solo un contenuto di messaggio, ma una Persona che ti chiede di venire nella tua vita. Accettare il Vangelo in questa domenica dAvvento significa aprire la porta della propria vita a colui che Giovanni il Battista ha definito come il pi forte. Tale idea stata espressa bene da Giovanni Paolo II: Aprite le porte a Cristo.... Accettare Cristo che mi viene incontro con la sua parola definitiva di salvezza. Ci vengono in mente le parole di S. Agostino che diceva: Temo il Signore che passa. Tale passaggio del Signore potrebbe trovarci in questo momento della nostra vita distratti e superficiali. San Paolo Apostolo nel brano della seconda lettura di questa domenica, tratta dalla Lettera ai Romani, ci mette in guardia dallassumere questo comportamento. Il messaggio dellApostolo incentrato su tre questioni fondamentali per ogni cristiano: la perseveranza nella fede e nella carit, una prospettiva di evidente speranza per il domani, accoglienza e consolazione reciproca. Questo nuovo comportamento, questa personale conversione possibile attuarla se ci rivestiamo tutti degli stessi sentimenti buoni e positivi, vicendevolmente, avendo come esempio del nostro agire lesempio di Ges. Preghiamo, infatti, allinizio della santa messa di questa seconda domenica di Avvento con queste espressive parole, che il sacerdote eleva al Signore in nome e per conto di tutta lassemblea convocata per rendere lode al Signore: Dio dei viventi, suscita in noi il desiderio di una vera conversione, perch rinnovati dal tuo Santo Spirito sappiamo attuare in ogni rapporto umano la giustizia, la mitezza e la pace, che lincarnazione del tuo Verbo ha fatto germogliare sulla nostra terra. Ma il Profeta Isaia che ci aiuta in questo cammino e discernimento spirituale che ci porter alla celebrazione di questo Natale 2016, con lo spirito giusto. Di lui leggiamo, nel brano della prima lettura di questa domenica, riferito al Messia, parole cariche di gioia e di speranza per tutti, attinenti alla venuta del Signore Ges: Un capovolgimento cosmico straordinario che proietta il pensiero e la vita nella direzione di quel Bambino, che nascer a Betlemme e che dar linizio ad una nuova vita per luomo e per il mondo.Se vogliamo fare tesoro della lezione del precursore, in questa seconda domenica di Avvento, dobbiamo far nostro il triplice invito che ci rivolge Giovanni Battista e che il punto di partenza di ogni autentico cammino dAvvento in vista del Natale: preparare la via al Signore, convertici nel profondo del nostro cuore e svolgere una vita degna di essere definita cristiana nella sostanza e nella forza. Costruire ponti di pace e di accoglienza e aprire la porta del nostro cuore al giubileo perenne della misericordia, che amore e tenerezza verso tutti. A tutti Buona domenica di Avvento https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=83 2016-12-06 PRIMA DOMENICA DI AVVENTO Buona domenica: Con questa domenica comincia il tempo di Avvento. Questo tempo forte di quattro settimane che ci prepara al Natale un tempo di grazia particolare, che il Signore ci dona ogni anno per prepararci degnamente allannuale festa liturgica del Salvatore. Ma il tempo di Avvento ci aiuta anche ad avere sempre presente nel cuore la certezza che il Signore torner ancora, torner di nuovo e allora la gioia sar senza misura! Il brano del Vangelo di questa prima domenica dAvvento, si apre nella prospettiva dellultimo giorno. Ges narra la storia di No e dellArca come stimolo a pensare sulla nostra propria vita e sulla nostra propria fede, presentandoci degli uomini e delle donne incredibilmente distratti. Sono cos presi dalla routine quotidiana che li avvolge (mangiare, bere, sposarsi... tutta la vita normale), sono cos distratti e curvi a pensare alle proprie cose, da non alzare nemmeno gli occhi al cielo che si riempie di nubi e che comincia a mandare cos tanta acqua da allagare il mondo e travolgere tutto. Sono davvero straordinariamente distratti questi abitanti del mondo, che non si accorgono che questo diluvio viene proprio perch si sono dimenticati di Dio e del bene e non si accorsero di nulla. Quindi, non dobbiamo aspettarci squilli di tromba e avvenimenti straordinari, ma renderci conto che il mondo splendido che Dio sta da sempre sognando per lumanit, si va preparando in mezzo ai gesti pi comuni, in mezzo a ci che ogni creatura vive, giorno dopo giorno. Il Vangelo poi ci riporta una brevissima parabola. Dio come un ladro che viene di nascosto, allimprovviso, quando non te lo aspetti. Il cammino di Avvento ci addestra a dare senso al tempo, a non farcelo scivolare addosso, a riempirlo della sua presenza e a ripartire da Lui. https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=82 2016-11-27 Festa di Cristo Re dell\'UNiverso BUONA DOMENICA: Oggi celebriamo Ges Re delluniverso. Riconosciamo con gioia che Ges, il Figlio di Dio, il Signore e il Re di tutto ci che esiste. Dopo un anno di cammino accompagnati dallevangelista Luca, e alla fine dellanno Giubilare della misericordia, la liturgia ci presenta la regalit di Cristo dal trono della Croce. Nel Vangelo di oggi levangelista Luca ci racconta il momento della crocifissione di Ges. E un po strano, a dire il vero, che per festeggiareCristo Re delluniverso ci venga presentata la descrizione di Ges sulla croce! Noi, infatti, un Re ce lo immaginiamo in tuttaltro modo... Eppure la grandezza del nostro Re sta proprio in questo: Lui, a differenza degli altri re, come trono ha scelto la croce. Eppure sulla croce Ges gi vincitore e con la sua passione prevale sullodio e sul peccato. Prova ne che aggrega a s come sua prima conquista il malfattore crocifisso alla sua destra. Mentre preso in giro, umiliato, coronato di spine, inchiodato a morte, c uno dei presenti che dice chiaramente che Ges proprio Re. Inchiodato alla croce sa che sta per morire, ma ha occhi capaci di vedere quello che nessun altro vede. talmente certo che Ges sia un Re, che gli chiede persino di poter far parte del suo Regno: Ges, ricrdati di me quando entrerai nel tuo regno! E viene subito accontentato, perch Ges gli risponde: In verit io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso Nessuno al mondo ha mai avuto la stessa assicurazione che viene offerta a questo ladrone sulla croce: questuomo ha la certezza di entrare in Paradiso. Non in un futuro, ma subito, oggi stesso, gli dice Ges. Come ha fatto? Che cosa ha visto? Ha visto un uomo innocente, condannato a una pena orribile, che non dimostra odio n rancore, capace di perdonare chi lo sta deridendo e umiliando e con una capacit damore che senza misura. E allora non ha avuto dubbi: questo Ges un Re. il Re dellUniverso perch nellintero Universo non c nessun altro che sappia amare come Lui. https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=81 2016-11-20 XXXIII TEMPO ORDINARIO BUONA DOMENICA: Lanno liturgico sta avviandosi verso la conclusione e la liturgia ci esorta a riflettere sulle cose ultime. Il brano evangelico di Luca sottolinea il tema della fine dei tempi, ma il linguaggio escatologico usato dallevangelista non sta ad indicare letteralmente il crollo delle costruzioni e la fine della terra. Con esso si vuole indicare la fine del nostro mondo, la fine cio di un certo modo di concepire la vita, la fine di comportamenti che obbediscono a certi ideali, a certe priorit lontane dalla giustizia e dal Vangelo. In tale prospettiva, ogni generazione sperimenta il confronto con la dimensione escatologica della vita, nel senso che deve confrontarsi con la fine del mondo in cui vive, pensa, opera, progetta. Ges prende spunto dalla maestosa bellezza del tempio di Gerusalemme, che doveva suscitare orgoglio e sicurezza tanto che il vangelo incomincia appunto con: mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, per richiamare nei discepoli la radicalit dellimpegno evangelico. Ges osserva che, come tutte le cose umane, anchesso cadr, anzi non sar lasciata pietra su pietra che non sar distrutta , ed ecco allora subito la domanda: Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sar il segno, quando esse staranno per accadere? Chiaramente il venir meno del tempio indica inevitabilmente per gli ebrei e levangelista Luca la fine del mondo e lavvento del Regno di Dio in grande potenza e gloria. Allepoca di Ges cera un gran discutere, specie in certe correnti apocalittiche, circa il tempo in cui sarebbe accaduto tutto ci. Ma Ges, come nel suo metodo, non risponde a questa domanda; Ges d indicazioni chiare su come comportarsi e come discernere i veri e falsi profeti. Anzitutto esorta a non lasciarsi ingannare da falsi messia e dalle indicazioni circa la data della fine del mondo. Ges ci esorta: Non li seguite!. In secondo luogo il Maestro dice: Quando sentirete parlare di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, cio non cadete nel panico e nellansia. Seguono da parte di Ges altre predizioni, sia di fatti che storicamente sarebbero accaduti subito dopo il suo ritorno al Padre (come le persecuzioni in ogni tempo), sia di sventure e flagelli di ogni tipo (terremoti, carestie e pestilenze), sia di fatti terrificanti e segni grandi dal cielo, sarete odiati da tutti per causa del mio nome; ma ogni fatto anche negativo sar unoccasione di dare testimonianza. E in tutto questo non mancher mai la presenza, lassistenza e laiuto del Signore Ges: io vi dar parola e sapienza, cosicch tutti i vostri avversari non potranno resistere n controbattere e soprattutto nemmeno un capello del vostro capo andr perduto. Qui sta la fede del discepolo, la ragione della sua vittoria sulla paura e sullansia: lassoluta certezza che lamore e la protezione di Dio sono pi forti di qualsiasi male. https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=80 2016-11-13 XXXII TEMPO ORDINARIO BUONA DOMENICA: La liturgia di questa Domenica ci offre loccasione per riflettere su un tema molto importante: la vita eterna. Nel Vangelo un gruppo di sadduci, persone influenti della societ palestinese del tempo, interrogano Ges proprio sulla vita dopo la morte. Chi erano i sadducei? Erano osservanti, studiosi della legge ed erano aristocratici. Erano ricchi e per questo occupavano posti di potere. Ai sadducei, uomini ricchi, interessava il potere sotto tutti i punti divista. Per questo motivo i Sadducei erano in contrasto con i farisei. Ma c un motivo ancora pi profondo. I Sadducei affermano che non c risurrezione perch, nei primi cinque libri della Bibbia che formano la Torah, questa parola non esiste. Presentano a Ges un fatto: la storia di una donna che per sette volte diventa sposa di sette fratelli perch ognuno di loro, dopo averla sposata, muore lasciandola ogni volta vedova e senza figli. La vita, leternit, era data dai figli. Per questo, una donna che non dava alla luce un bambino era considerata maledetta e poteva essere ripudiata dal marito stesso. Alla questione presentata dai Sadducei, Ges risponde dicendo che quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono n moglie n marito: infatti non possono pi morire, perch sono uguali agli angeli e, poich sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. La risposta di Ges, non fa riferimento allimmaginario racconto, ma colpisce e scardina immediatamente questa visione religiosa della vita e della morte cos banale e meschina, e lo fa appellandosi s allinsegnamento di Mos, ma non a quello che regola i rapporti umani, bens a quello che rivela chi sia il vero Dio. Risponde Ges: Che poi i morti risorgano lo ha indicato anche Mos, a proposito del roveto, quando dice: Il Signore il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. Dio non dei morti, ma dei viventi; perch tutti vivono per lui. Ges parla di coloro che accolgono la sua Parola, di coloro che con la loro vita costruiscono il regno che lui venuto a portare su questa terra. Vivere per Dio, con Dio, di Dio, in un profondo legame damore con Lui, questa la vita eterna, questa la motivazione profonda della resurrezione, che non un prolungamento della vita terrena, ma vivere lAltro e lOltre che Dio ci dona e che Cristo ci ha assicurato con la sua incarnazione, morte, e resurrezione. Allora anche noi siamo costruttori di questo regno, un regno dove non esiste la morte! https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=79 2016-11-06 XXX DOMENICA TEMPO ORDINARIO BUONA DOMENICA: Anche questa domenica il Vangelo ci propone una parabola, una parabola che nasce da una motivazione: In quel tempo, Ges disse ancora questa parabola per alcuni che avevano lintima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri. Racconta una storia, molto breve, di due uomini che decidono di andare al Tempio a pregare. Due persone molto diverse tra loro: uno un fariseo e laltro un pubblicano. I farisei erano studiosi della Scrittura, super osservanti della Legge di Mos. I farisei conoscevano ogni dettaglio delle indicazioni di comportamento presenti nella Legge e le osservavano tutte con grandissimo scrupolo, attenti a non infrangere nemmeno la pi piccola delle indicazioni. Volevano essere perfetti e, quasi, erano convinti che prima o poi il Signore Dio avrebbe fatto loro i complimenti per tanta bravura. I pubblicani erano esattori delle tasse, cio uomini che lavoravano per i romani, per cui queste persone erano considerate dei traditori, degli imbroglioni, dei venduti al potere politico. Questo pubblicano che va al tempio si rende conto che la sua vita non proprio come il Signore vorrebbe, ed per questo che si batte il petto chiedendo perdono a Dio e chiedendogli pure aiuto per cambiare il suo modo di vivere. Ges nella parabola, ci racconta invece che il fariseo, nella sua preghiera al tempio, ringrazia il Signore di non essere come gli altri uomini ladri, ingiusti; uomini che non digiunano, uomini che non pagano le tasse. Lelenco che il fariseo fa, di fronte a Dio, corretto. Qual allora, il problema del fariseo? Semplice, dice Ges, talmente pieno della sua nuova identit spirituale, talmente consapevole della sua bravura, talmente riempito del proprio Io, che non c posto per Dio. Anche il pubblicano, in effetti, durante la preghiera sta parlando di s: sta riconoscendo di essere un peccatore e invoca la piet di Dio su di lui. Ora, sentite come conclude la parabola Ges: Io vi dico: questi, a differenza dellaltro, torn a casa sua giustificato, perch chiunque si esalta sar umiliato, chi invece si umilia sar esaltato. E proprio una bella lezione di vita per noi questa frase! Pensate un po ... il fariseo, che credeva di essere il pi giusto di tutti se ne ritorna a casa con due peccati in pi, di superbia e di giudizio, mentre laltro viene perdonato da Dio! Perch la logica di Dio diversa dalla nostra! Pi leggiamo il Vangelo, pi scopriamo che a Ges non piacciono le classifiche, le graduatorie, i confronti... Agli uomini e alle donne di ogni luogo ed ogni tempo, piace tantissimo fare le classifiche; quasi non riusciamo a fare a meno di provare a stabilire chi il pi bravo, il pi importante, il pi famoso. Il pubblicano ha avuto il perdono del Signore perch ha riconosciuto la sua piccolezza davanti alla grandezza di Dio e si affidato a Lui. https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=78 2016-10-24 XXIX Tempo Ordinario con mandato ai Catechisti BUONA DOMENICA: La preghiera semplice, fiduciosa, incessante, il centro della liturgia della Parola di questa domenica. Ges ci dice che necessario pregare sempre senza stancarsi mai. Pu sembrare difficile, perch lattenzione delluomo, volta verso tante cose diverse, non riesce a concentrarsi a lungo in unazione cos alta come la preghiera. Ges nella parabola parla di unanonima vedova che egli usa per spiegare ai discepoli cosa sia quella preghiera incessante dicui non ci si deve mai stancare. La parabola racconta di una vedova che chiede giustizia, una donna che, pur non ricevendo udienza, continua senza perdersi danimo a gridare le sue richieste a quel giudice duro, sordo, arrogante che, inevitabilmente, la respinge. Ges si serve, per il suo insegnamento di questa figura di donna, quasi unemarginata; si sa, infatti, che nella Bibbia, gli orfani e le vedove erano le persone pi deboli e vulnerabili, esposte a ogni angheria, ad ogni ingiustizia, perch indifese; eppure questa donna, con la forza della disperazione, affronta, senza scoraggiarsi mai, uno dei tanti giudici arroganti. Tale il giudice di cui la parabola ci parla: un giudice che non temeva Dio n aveva riguardo per alcuno; un giudice disonesto e impietoso, eppure, contro la tracotanza di questo magistrato, si leva, con incredibile insistenza, la voce della vedova: Fammi giustizia contro il mio avversario. Nelle parole della donna c una straordinaria forza che vuole raggiungere lo scopo a tutti i costi; c uninsistenza che sembra importuna, ma il segno di una speranza che non muore: la profonda certezza che, prima o poi, la sua supplica verr esaudita. E cos accade: Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi d tanto fastidio, le far giustizia perch non venga continuamente a importunarmi. La parabola, che racconta dei semplici fatti umani, ci insegna che la forza della preghiera nella perseveranza, nella fede che non vacilla, nella speranza grande che quel Dio verso il quale sono rivolti i nostri occhi; sempre e soltanto Padre, un padre attento al bisogno dei figli, un padre sollecito che previene ogni nostra richiesta, un padre che gode quando i figli si rivolgono a lui con fiducia incrollabile. Cos la preghiera, quella semplice, fiduciosa, incessante, diventa per luomo una dimensione della sua esistenza; luomo di preghiera luomo che spera sempre nel Signore. La preghiera esige anche di essere coltivata, e non tanto con le formule, quanto con una fede viva e crescente. Ed su questo punto che oggi la parola del Vangelo ci interpella con quelle parole raggelanti del Cristo: Ma il Figlio delluomo, quando verr, trover la fede sulla terra?. https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=77 2016-10-17 XXIV TEMPO ORDINARIO BUONA DOMENICA: Si avvicinarono a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano: Costui riceve i peccatori e mangia con loro. Allora egli disse loro questa parabola.... A un uditorio di mormoratori Ges racconta le tre parabole della misericordia che potremmo definire dei perduti ritrovati. Ges va oltre il loro giudizio, anzi, con il suo comportamento e con la sua parola, vuole aiutarli a capire che Dio padre che ama e si preoccupa sempre dei suoi figli, soprattutto di chi si perduto, smarrito, perso, di chi cio si allontanato da lui. Per dire tutto questo usa tre bellissime parabole, presentandoci Dio come un pastore che cerca la pecora smarrita e che torna a casa solo quando la ritrova. Come una donna che ha perduto una moneta importante e che si d da fare finch non la trova. Infine ci presenta Dio come un padre, ricco di ogni bene ma soprattutto ricco di amore verso i suoi figli. Questo padre buono vede con dolore il figlio minore andare via da casa e vede il figlio maggiore che, avendo chiuso il suo cuore allamore e allaccoglienza del fratello perduto, si era ugualmente allontanato da lui. Questo padre, che Dio, va incontro a tutti e due i figli, a chi se n andato fisicamente e a chi, pur rimanendo con lui, non pratica il suo stesso amore e il suo stesso atteggiamento di perdono. Ci che viene sottolineato in questa pagina del Vangelo la gioia di Dio nel ritrovare chi si smarrito, perduto. Una gioia cos grande che coinvolge tutti i vicini, in questo caso tutti noi credenti. Solo cos, infatti, la gioia di Dio diventa la festa di tutto il popolo. Vi sar pi gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione; la conversione di ogni uomo la gioia di Dio, perch solo Lui, fonte della vita, sa scorgere la vita che risorge; e ogni peccatore risorge dal suo abbraccio, che accoglie e risana. Che bello sapere che il Signore ci ama cos! Allora non dobbiamo avere paura se riconosciamo di esserci allontanati dal Signore, perch a Dio importa il nostro ritorno. https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=76 2016-09-12 XII Domenica Buona Domenica: Continuando la lettura del Vangelo di Luca, la Liturgia della domenica XII del tempo ordinario ci fa rivivere uno dei passi decisivi nel quale Ges interpella la folla, la comunit e noi personalmente sul nostro rapporto con lui. Il brano in questione inizia cos: Un giorno Ges si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui... Come sottolinea il testo, Ges con i suoi in un luogo solitario a pregare; questo della preghiera solitaria un contesto che accompagna abitualmente i momenti pi importanti della vita del Signore, un clima particolare nel quale erano sicuramente coinvolti anche i discepoli; ed a loro che, inaspettatamente, si rivolge Ges con quella domanda che fa pensare ai nostri sondaggi di opinione: Le folle, chi dicono che io sia?. A Ges non interessa sapere cosa pensano gli altri di quello che fa o dice, bens se le persone che lo seguono e ascoltano hanno compreso veramente chi Lui! Gli apostoli, che sicuramente stavano tra la gente e sentivano i discorsi e i commenti che facevano tra di loro su Ges, cercano di riportargli quanto avevano udito! Dunque riferiscono che una parte pensa che Lui sia Giovanni il Battista. Unaltra parte diceva che Ges era Elia! Lultima risposta, che somiglia un po alla seconda, : Uno degli antichi profeti che risorto; dunque pensavano che fosse un profeta risorto dalla morte! Tutte queste risposte hanno in comune qualcosa: intanto le folle avevano ben compreso che Ges era una persona speciale, perch molto vicino a Dio, che conosceva bene la Sua Parola e che era stato inviato da Dio per compiere una missione! Ges lo chiede ai suoi amici pi intimi: Ma voi, chi dite che io sia? E Pietro risponde: Il Cristo di Dio! Dalla successiva risposta di Ges si capisce che questa una definizione giusta, tanto che non vuole che tutti lo vengano a sapere! Lapostolo Pietro dicendo che Ges il Cristo, dice che Ges il Salvatore, il Messia che tutti gli uomini aspettavano! Pietro aveva riconosciuto in Ges il Cristo, il Messia atteso per secoli da tutto Israele; ma di quale Messia parlava il discepolo? Cera forse in quelle sue parole, pur vere, la convinzione che il Messia liberatore fosse un Salvatore potente e glorioso, cos come il messianismo del tempo lo immaginava e raffigurava? Ma Ges, il Cristo di Dio, non quel Messia e lo preciser subito. La vera identit del Cristo unaltra: Il Figlio delluomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Non una missione facile e non si parla assolutamente di gloria. Infatti poco dopo, Ges rivolgendosi alla folla dir: Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perder, ma chi perder la propria vita per causa mia, la salver; e di certo le sue parole non sono esaltazione del dolore, ma rivelano il senso vero e profondo della vita orientata alla salvezza; e non c salvezza fuori dal Cristo, per cui non c salvezza senza croce: la croce che apre la via alla resurrezione. Ma voi, chi dite che io sia?; queste parole del Cristo attraversano il tempo e son giunte fino a noi; ed a noi, suoi discepoli del terzo millennio, che egli le ripete. E la nostra risposta non pu essere scontata. Dobbiamo interrogarci seriamente se il Cristo veramente lasse attorno al quale ruota tutta la nostra vita con le sue scelte e il suo agire; infatti facile affermare con le labbra che egli il Cristo; ma questa affermazione, per essere vera, deve avere riscontro in uno stile di vita che sia conforme a quella del Maestro. https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=75 2016-06-19 XI Domenica Prime Comunioni BUONA DOMENICA: La Liturgia della XI domenica del tempo ordinario ci presenta una pagina splendida del Vangelo di Luca. Ges invitato a mangiare da uno dei farisei. Accettare linvito, entrare in casa, mettersi a tavola con lui... per Ges naturale il farlo, da parte sua non ci sono pregiudizi di alcun genere. Chi invita Ges, deve sapere che va incontro a sorprese, perch dove sta lui sono possibili tutti gli incontri. E infatti arriva una donna, conosciuta da tutti in citt come peccatrice, una donna coraggiosa che va dritta allo scopo senza guardarsi intorno. Si accosta a Ges e piange sui suoi piedi lacrime di dolore, li asciuga con i capelli e poi li bacia, versandovi olio profumato. Un omaggio femminile notevole! Dalla descrizione dellEvangelista, la figura di questa donna acquista una luce di femminile grandezza che fa dimenticare la sua colpevolezza. La donna andata da Ges, ma non gli ha parlato se non attraverso i suoi gesti e le sue lacrime, che hanno svelato lamore che aveva nel cuore e il desiderio di amare. Ges ha letto i suoi gesti e lha perdonata, lha liberata dal peso che portava nel cuore; a quanti non compresero le ragioni del perdono, Ges spiega ricordando che il legame damore che ci unisce a Lui pi grande di qualsiasi cosa e che il perdono per tutti coloro che sentono la nostalgia di stare in amicizia con Lui. Dai piedi di Ges, la donna ricomincia a vivere, una vita fatta nuova dalla fede. Senza questa consapevolezza desser peccatore, luomo, resta invischiato nel suo peccato, il pi subdolo: quale la superbia della vita. Un tale atteggiamento di sincerit con se stessi, e di umilt nei confronti di Dio, necessario perch esso fa parte della nostra realt umana e, riconoscendolo, ci libera da ogni illusione di vana grandezza. Il fariseo luomo a cui piace la presenza di Ges, ma non vuole che gli sconvolga la vita e la coscienza. Ges entra nella sua casa, ma non nella sua vita e nemmeno nel suo cuore; vede in Ges la parte umana della presenza e si ferma l, Il fariseo pensa tra s che Ges sia ignaro della vita di quella donna. Infatti se fosse un profeta, lo saprebbe e non le permetterebbe di toccarlo. Se si fa toccare, vuol dire che lui non un profeta. Ges non ha ancora parlato, ma a questo punto interviene, rispondendo al silenzio loquace del fariseo che prende nome. Simone, ho una cosa da dirti, Ges racconta la parabola dei due debitori: Un creditore aveva due debitori: luno gli doveva cinquecento denari, laltro, cinquanta. Non avendo essi da restituire, condon il debito, a tutti e due. Chi dunque di loro lo amer di pi?. Apparentemente la donna colei che ha contratto un debito maggiore, ma il suo amore, e le sue lacrime la risanano. Simone, che credendosi giusto, giudica inesorabilmente gli altri, resta nella povert della sua mancanza damore: ... tu non mi hai dato lacqua, per i piedi, gli rimprovera Ges, lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi. Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poich ha molto amato. La fede e lamore sono le due grandi forze, che consentono alluomo di conoscere Dio ed entrare in comunione con Lui, una comunione crescente, che esige un incessante cammino da un mondo che, con i suoi idoli e le numerose situazioni di peccato, tenta di allontanarci da Lui. https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=74 2016-06-13 X Tempo Ordinario BUONA DOMENICA: Il Vangelo inizia con una breve e semplice descrizione: Ges si rec in una citt chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla. Quando fu vicino alla porta della citt, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova. Quando arrivano vicino alle porte della citt, incrociano un corteo funebre. Non dobbiamo pensare a un corteo come quelli di oggi. Al tempo di Ges, il corpo del morto era cosparso di oli profumati, poi veniva avvolto in teli e bende, infine adagiato su una specie di barella. Sollevata dalle persone della famiglia, questa lettiga veniva trasportata verso il cimitero, che si trovava sempre fuori dalla porta della citt, lontano dalle attivit dei vivi. Tutti gli amici e i conoscenti formavano una lunga processione che seguiva la portantina con sopra il corpo del morto. Contrariamente a tutti gli altri miracoli, questa volta proprio Ges che prende liniziativa. Ferma la folla che sta avanzando lentamente e si rivolge alla mamma del ragazzo: Non piangere! Quella donna non gli aveva rivolto neppure una parola, non ha nemmeno la forza per domandare qualcosa. Non fa certo caso a chi c intorno, ma Ges che le si avvicina e le parla. Perch? In genere Ges non si dimostra desideroso di compiere miracoli: le folle vorrebbero di continuo vedere nuovi prodigi, segni grandiosi, eventi incredibili, mentre lui preferisce evitare, non desidera farsi notare, non vuole gli applausi. Tante volte, nel racconto degli evangelisti, leggiamo che la folla lo cerca attratta dai miracoli e subito Ges si allontana, si nasconde, quasi scappa di fronte a questo desiderio di straordinario che sembra insaziabile tra la gente. Perch allora, questa volta, si fa avanti, ferma il corteo funebre e si rivolge alla mamma del defunto? Levangelista Luca lo spiega cos: Ebbe compassione di lei. Ges sente una tale compassione per questa mamma in lacrime, che non riesce a resistere, non pu fare a meno di intervenire. Il dolore di questa donna diventa suo, e sente il bisogno di confortarla in ogni modo. Dopo aver invitato la donna a non piangere pi, si accosta ai portatori: Avvicinatosi, tocc la bara; i portatori si fermarono, ed egli disse: Ragazzo, dico a te, lzati! Il morto si alz e si mise seduto, e cominci a parlare. E Ges lo restitu a sua madre. Proviamo a immaginare come saranno restati senza fiato tutti coloro che erano presenti: partecipavano a un funerale che si sta trasformando in una festa! Di bocca in bocca viene ripetuta la convinzione che quel Ges di Nazareth un inviato di Dio, un vero profeta, un uomo guidato dallo Spirito. La fama si spande in tutta la regione: lo riconoscono, lo ascoltano, lo cercano. Ma oggi questa pagina di Vangelo che cosa pu dirci? Cosa possiamo conservare di questo racconto? Probabilmente non vivremo mai lemozione di veder risuscitare qualcuno: i funerali a cui partecipiamo terminano sempre al cimitero. Ma sappiamo che quella non la fine. Sappiamo che il Signore Ges, ha dimostrato il suo potere nel ridare la vita al ragazzino di Nain, ed ha il potere ancora pi straordinario di donare la Vita Eterna. Questa certezza alla base della nostra fede. Ma non basta: dallincontro di Ges con la vedova di Nain, possiamo imparare qualcosa da mettere in atto nella vita di tutti i giorni. Di fronte al dolore di quella madre, Ges non scappato, non si girato dallaltra parte, non ha fatto finta di niente, ha avuto compassione. un bellinvito per noi a non allontanarci da chi triste, da chi nel dolore, in difficolt. Oggi, ci viene chiesto di non rimanere spettatori delle situazioni di ingiustizia e dolore, ma di avere compassione. https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=72 2016-06-05 Concerto Coro Parrocchiale Benedetto XVI:Leducazione al canto, a cantare in coro, non solo un esercizio delludito esteriore e della voce; anche uneducazione delludito interiore, ludito del cuore, un esercizio e uneducazione alla vita e alla pace. Cantare insieme, in coro, e tutti i cori insieme, esige attenzione allaltro, attenzione al compositore, attenzione al maestro, attenzione a questa totalit che chiamiamo musica e cultura, e, in tal modo, cantare in coro uneducazione alla vita, uneducazione alla pace, un camminare insieme. https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=73 2016-06-05 CORPUS DOMINI BUONA DOMENICA: Celebriamo la festa dellEucaristia, la solennit del Corpo e Sangue del Signore, che Egli ha istituito nellUltima Cena. Il Vangelo di questa domenica, sembra, a prima vista, discostarsi dal tema delleucaristia; esso ci rimanda, infatti, al miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, episodio notissimo ma che, sembra esser lontano da quellultima cena di Pasqua, consumata da Ges a Gerusalemme. In realt, anche il racconto di Luca parla, a suo modo,di una cena, un banchetto improvvisato, in una zona deserta, per commensali abbastanza inusuali, poveri non solo economicamente, ma anche a causa della malattia, spesso emarginante; poveri nella loro dignit non riconosciuta, e poveri di punti di riferimento validi per una esistenza capace di guardare e di orientarsi verso il punto pi alto, che la conoscenza, la comunicazione e la comunione con Dio; ed di Dio, e del regno di Lui, che il Maestro parla, finch non giunge il crepuscolo ed necessario, anche, prender cibo e riposo. La soluzione prospettata dai discepoli semplice e immediata: Congeda la folla, perch vada nei villaggi e nelle campagne dintorno per alloggiare e trovar cibo., ma lattenzione allaltro, lamore per il prossimo, che tanto sta a cuore a Dio, non si realizza allontanando chi nel bisogno, essa, al contrario, si attua nel dono, un dono che impegna in prima persona ed esige che ci si spenda per gli altri; ecco il comando di Ges che leggiamo: Dategli voi stessi da mangiare. Il Vangelo di oggi anticipa lincredibile miracolo dellEucarestia quando, a proposito di quei pochi pani destinati a sfamare la folla, recita: Allora egli prese i cinque pani e i due pesci e, levati gli occhi al cielo, li benedisse, li spezz e li diede ai discepoli... : lo stesso gesto che ritroveremo nel cenacolo, quando Ges, preso un pane, rese grazie, lo spezz e lo diede ai discepoli dicendo: Questo il mio corpo che dato per voi. Fate questo in memoria di me. Vorrei far notare che in nessun Vangelo compare il verbo moltiplicare, eppure questo brano di Luca e quelli degli altri evangelisti, vengono comunemente identificati come miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Che si tratti di miracolo non c dubbio. Ma qui il vero miracolo non il moltiplicare, ma il donare e il condividere. Il pane offerto da Ges non frutto di moltiplicazione, ma di donazione. E lEucarestia che oggi la Chiesa ci invita a mettere al centro della nostra riflessione, non semplicemente la ripetizione di un rituale antico, ma il momento forte del coinvolgimento profondo nella missione stessa del Redentore, il quale, guardando le folle affamate, e non solo del cibo corporale, dice ai discepoli: Dategli voi stessi da mangiare. https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=71 2016-05-29 SS. TRINITA\' BUONA DOMENICA; Oggi celebriamo la festa della Santissima Trinit. una solennit che ci invita a riflettere su Dio e sulla nostra capacit di comprendere Dio. Sembra tutto cos complicato, quasi difficile, invece penso che, se accogliamo la Parola che il Signore ci offre, ci accorgiamo che pian piano, di domenica in domenica, siamo aiutati ogni volta di pi a conoscerlo, e quindi aiutati ad entrare nel suo mistero di amore. E Ges stesso -lungo il suo cammino di evangelizzatore- a catechizzare i suoi discepoli sul mistero del Dio uno e trino. Basta leggere tutti i testi dei vangeli -soprattutto quello di Giovanni- per renderci conto di come Ges abbia rivelato, attraverso la sua persona e il suo messaggio, la natura intima di Dio stesso e le relazioni intercorrenti allinterno della Trinit tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Il brano della celebrazione odierna tratto dal Vangelo di Giovanni ci immette in questo clima di rivelazione di un Dio uno e trino e di un Dio che ama e come tale vicino allumanit: Quando verr lui, lo Spirito della verit, vi guider a tutta la verit, perch non parler da se stesso, ma dir tutto ci che avr udito e vi annuncer le cose future. Ges, annuncia cos la venuta dello Spirito che, come abbiamo visto domenica scorsa, ha un posto nel nostro cuore e ci aiuta a ricordare la parola di Dio e ci suggerisce ci che buono per noi e per le persone che ci circondano. Ges invece di dire tutto, promette un lungo corroborante cammino, una ricerca e una guida: lo Spirito vi guider alla verit tutta intera, che non consiste in definizioni nuove, ma tradurre il Vangelo nelle situazioni nuove e concrete della vita. Egli mi glorificher, perch prender da quel che mio e ve lo annuncer. Tutto quello che il Padre possiede mio, in questa scambio di doni cominciamo a intravedere il segreto della Trinit: non un circuito chiuso, ma un flusso aperto che riversa amore, verit, intelligenza oltre s, effusione ardente di vita divina. La sapienza di Ges ci insegna ci che bello, buono per la nostra vita e le relazioni con i nostri cari e nella Sua infinit bont continua a esser presente in noi sotto forma di Spirito, discreto perch non lo vediamo, non lo tocchiamo, ma la cui forza possiamo sentire quando ci che accade o facciamo ha il sapore di Dio. https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=70 2016-05-22 S. Messa di Pentecoste BUONA DOMENICA: Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo(At 2,1). Erano passati cinquanta giorni dalla Pasqua e i discepoli stavano radunati, come ormai abitualmente facevano, nel cenacolo. Quel cinquantesimo giorno dopo la Resurrezione fu un giorno decisivo per i discepoli, che avrebbe cambiato radicalmente la loro vita e cambiato anche il corso della Storia attraverso lopera della Chiesa, nata appunto dallo Spirito Santo, come via privilegiata di salvezza per tutti gli uomini, di ogni tempo e di ogni cultura. Recita il testo degli Atti: Venne allimprovviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatt impetuoso, e riemp tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo, e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi. Sono i segni di una grande teofania, segni con i quali Dio manifesta la sua presenza straordinaria, nella persona divina dello Spirito, quello Spirito di cui Cristo, prima della sua ascensione al Padre aveva detto: Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; voi restate in citt, finch non siate rivestiti di potenza dallalto. Ora quello Spirito riempie il cenacolo e ricolma della sua potenza e dei suoi doni i discepoli, che dovranno continuare nel mondo la missione di Ges, con lannuncio del Vangelo di salvezza e il perdono dei peccati. Ma c una condizione imprescindibile, perch il dono dello Spirito raggiunga luomo, e di questa condizione ci parla lo stesso Ges nel passo del Vangelo. Questa condizione lamore: Se mi amate, il Padre stesso vi amer e vi dar un altro Parclito perch rimanga con voi per sempre.... Ges preannuncia loro il fuoco dello Spirito, ovvero quella forza interiore che porta alla ricerca della conoscenza e alla comprensione. Solo attraverso queste i discepoli potranno capire gli insegnamenti di Ges e diffonderli al mondo. Lo Spirito sar al loro fianco come un avvocato difensore, capace di suggerire cosa e come dire, di incoraggiare e stimolare nel momento pi difficile e, se necessario, di prendere egli stesso la parola per far valere meglio la giustizia. La condizione che vi sia la volont da parte di ciascuno nelladerire e nel seguire i suoi insegnamenti, che non sono parola duomo, ma parola di Dio. Lo Spirito Dio stesso e dimora in noi: Se uno mi ama, osserver la mia parola e il Padre mio lo amer e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Da quel lontano giorno, quando fu solennemente effuso sulla piccola Chiesa nascente, lo Spirito sempre al fianco di ogni uomo che crede, di ogni uomo che desidera questo ineffabile dono; e, come allora lo Spirito trasform i primi discepoli, oggi trasforma noi e ci fa rinascere, ci rinnova interiormente, ci d la forza di uscire dal chiuso dei nostri egoismi e dalle nostre meschinit, per aprirci totalmente a Dio e ad ogni uomo che ha bisogno di esser raggiunto dalla sua luce, dalla sua grazia e dalla sua Parola che salva, quella Parola che verit: la Verit che ci fa liberi. Buona Pentecoste https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=68 2016-05-15 5 Domenica Pasqua BUONA DOMENICA: la quinta domenica di Pasqua e la liturgia ci accompagna a riflettere sulle ultime parole pronunciate da Ges. Il brano del Vangelo secondo Giovanni una parte del discorso che Ges ha fatto durante lultima cena pronunciato dopo la lavanda dei piedi. Sono parole molto profonde e intense nel loro significato. Il comandamento dellamore, il comandamento nuovo, nasce da questi gesti di amore estremo, di amore unico, irripetibile ed infinito, Ges dice ai suoi: Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi; cos amatevi anche voi gli uni gli altri non dice semplicemente delle parole, ma compie dei gesti: si dona e si offre, facendosi modello vivo di ci che comanda, di ci che lascia in dono; un dono, o meglio, un donarsi che costituisce poi la sua stessa gloria. Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi...; Ecco la vera novit, non c altra misura se non quella di Cristo che si piega sulluomo per servirlo, che d la sua vita per salvarlo, che si fa pane spezzato e sangue versato, per unire a s ogni uomo, per rigenerarlo e trasformarlo con la potenza del suo amore: lamore di un Dio. Questo determina, rivela lessere o meno discepoli di Ges: al di l di qualunque limite di tempo, di spazio o di cultura: non c altro distintivo per il cristiano, se non quello dellamore: Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, dice Ges, se avete amore gli uni per gli altri. Ecco, questo probabilmente quello che aveva in mente Ges: quando amiamo vogliamo bene a qualcuno, il nostro cuore leggero, ci sentiamo felici, siamo nella gioia. E ancora questo amore visibile e contagioso. Dunque la missione che Ges affida ai discepoli e quindi a ciascuno di noi, proprio di portare lamore e di contagiare tutti perch non resti dentro al cuore rabbia e rancore, ma la gioia che viene dallamore e dallessere amati. I primi cristiani erano testimoni di questo: si amavano in maniera diversa da tutti gli altri. Cera un di pi, un diverso, una libert maggiore, un perdono pi vero e profondo, una gioia non comune. Quando la gente comune li guardava diceva: Quelli si amano proprio, per davvero!. https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=67 2016-04-25 4 Domenica di Pasqua BUONA DOMENICA: Siamo alla quarta settimana di Pasqua! Il brano del vangelo tratto del lungo discorso di Ges al capitolo 10 del vangelo di Giovanni, discorso in cui Ges si definisce come il buon pastore di quelle pecore che il Padre stesso gli ha affidato; un discorso che, a prima vista, ha poca attinenza col mistero della Resurrezione che in queste domeniche celebriamo, ma che in realt pienamente pasquale, per via di quelle parole: Io do loro la vita eterna, paroleche indicano in che cosa consiste la resurrezione per ogni uomo che creda in Lui. La vita eterna partecipazione alla stessa vita di Dio che la fonte della vita. E molto bella questa immagine che Ges sceglie per parlare della sua relazione con chi gli appartiene. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.; le parole di Ges indicano la condizione perch lui possa ridonarci al Padre. Ora tre verbi caratterizzano il rapporto pastore - pecore: le pecore ascoltano la voce, il pastore le conosce, le pecore lo seguono. Ogni giorno siamo sommersi e sollecitati da tante voci. Anzi, spesso le voci diventano brusio, rumore, confusione. Le nostre orecchie, senza volerlo, sono toccate da tanti suoni. Eppure sappiamo riconoscere le voci diverse, quelle di coloro che amiamo. Addirittura capiamo quali sono i loro sentimenti dai toni della voce, dalle pause, dalla forza o dalla tenerezza delle parole. Voci... che ri-conosciamo perch sono di persone che ci conoscono. Ora sta a noi ascoltare la voce di Cristo che giunge ancora a noi attraverso la Chiesa che ce ne ripete e consegna la Parola; lasciarsi conoscere da Lui, dove il verbo conoscere, indica lamore di Dio che ci avvolge e ci trasforma in profondit. Se si incontrato il Cristo e ci siamo lasciati avvolgere dal suo amore, vien da s che lo seguiamo per quella stessa via che lui ha percorso, cos come le pecore, alla voce del pastore che le chiama, lo seguono. Lo sappiamo, la sequela di Cristo ardua perch fatta anche di dolore e di croce, ma lunica che garantisca la salvezza, accogliendo in noi il dono della vita eterna, una vita che gi possiamo sperimentare nel tempo per la fede, fin da ora; una vita che siamo chiamati e inviati ad annunciare a quanti ancora non la conoscono, o che, nel dubbio, son tentati di ignorare. https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=66 2016-04-18 3 Domenica di Pasqua BUONA DOMENICA: E la terza volta che Ges si manifesta ai suoi dopo la risurrezione, e questa manifestazione densa di avvenimenti e di insegnamenti. Gli Apostoli sono tornati l dove tutto ha avuto inizio, al loro mestiere di prima. Alle parole di Pietro: vado a pescare c la risposta degli altri veniamo anche noi; e poi notte di fatica, barche vuote, volti delusi. Lultima apparizione di Ges raccontata nel contesto della normalit del quotidiano. Dio non ci cambia la vita come pensiamo noi. Ce la cambia, ma non come pensiamo noi. La notte, in questi casi, non solo una notazione temporale, segno dellassenza del Signore e del conseguente smarrimento. Allalba un uomo si fece accanto alla stanchezza degli apostoli e alla loro delusione. Egli chiese se avevano del pesce da mangiare; ma quei sette furono costretti a confessare tutta la loro povert e impotenza. Ges, che peraltro non avevano ancora riconosciuto, li invit a cercare altrove: Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete. Gli apostoli accolsero linvito e, senza opporre resistenza, sebbene fosse pi che ragionevole esprimerla, obbedirono: la pesca fu grande, miracolosa, oltre ogni misura. Di fronte a questa esperienza di fecondit e di gioia, uno dei discepoli, quello che Ges amava, riconosce la voce e dice agli altri: E il Signore! Ancora una volta, per bocca del discepolo, risuonava agli apostoli lannuncio della Pasqua, la vittoria del Signore sulla morte. Simon Pietro, nel sentire la vicinanza del Signore, comprese tutta la sua indegnit; si cinse subito i fianchi con una veste, era infatti nudo, si gett nel lago e corse a nuoto verso Ges. Gli altri, invece, vennero dietro con la barca trascinando la rete piena di pesci. Il Vangelo continua presentando una scena conviviale, piena di tenerezza. Ges fa trovare un fuoco di brace con del pesce sopra e del pane. Egli si presenta ancora come uno che serve. Ed molto bello che chieda: portate un po del pesce che avete preso ora. Ges disse loro: Venite a mangiare. E nessuno dei discepoli osava domandargli: Chi sei?, perch sapevano bene che era il Signore. Ges si avvicin, prese il pane e lo diede loro, e cos pure il pesce. In questo clima di amicizia e semplicit, seduti attorno a un fuocherello, si svolge il dialogo stupendo tra Ges e Pietro. Ed sullamore che interroga Pietro. Non un esame, ma solo una triplice affettuosa richiesta, alluomo che per tre volte laveva rinnegato e che ci nonostante doveva essere la prima pietra della sua Chiesa. La cosa che pi commuove di questa pagina del Vangelo che Ges resta fedele alla promessa fatta a Pietro, nonostante Pietro fosse stato infedele alla promessa fatta a Ges di non tradirlo mai, anche a costo della vita. La fiducia e il perdono di Ges fanno di Pietro una persona nuova, forte, fedele fino alla morte. Ogni giorno ci viene chiesto se amiamo il Signore. Ogni giorno, ci viene affidata la cura dei fratelli. Pietro, come ogni credente, non sar lasciato solo: quellamore sul quale siamo interrogati impegna il Signore prima che noi. E lui infatti che ci ha amati per primo e mai pi ci abbandoner, anche quando un altro ci cinger la veste e ci porter dove noi non vorremmo. Quel che conta la fedelt. https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=65 2016-04-12 2 Domenica di Pasqua BUONA DOMENICA: Anche oggi -come nella domenica di Pasqua- voglio soffermarmi su 2 verbi vedere e credere. Dice Tommaso: Se non vedo nelle sue mani il se gno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo. A Tommaso non basta il credere degli apostoli. Per lui, necessario vedere Ges personalmente per poter credere. Ges sa che la fede non per tutti immediata e semplice, lui sa che essa pu avere un suo aspetto drammatico. Ma, a volte, il solo vedere non basta; anche la Maddalena aveva visto Ges e scambiato per il giardiniere, quando poi gli rivolge la parola chiamandola per nome, allora lo riconosce. Tommaso sente il bisogno di toccare, ha bisogno, come Maria, di entrare in relazione col Signore. Non un fatto fisico, tattile, quanto penetrare la profondit di un rapporto. Ci che vediamo e tocchiamo ci appartiene entra nella nostra esperienza, fa parte della nostra vita. Ges si fa incontro a Tommaso, concedendogli di fare quella sconcertante esperienza di metter il suo dito nel foro dei chiodi e di toccare la ferita del costato, pur ammonendo che la fede pura quella che oltrepassa lesperienza sensibile e si fida totalmente: Perch mi hai veduto, hai creduto; beati quelli che, pur non avendo visto, crederanno! Gli occhi di Tommaso si aprono al Mistero e il suo cuore risorge col suo Maestro, e pronuncia la sua professione di fede che una delle pi belle che tutta la Scrittura Sacra ricordi: Mio Signore e mio Dio!; poche parole per dire tutta la fede e tutto lamore. Ges concede a Tommaso di toccare i segni della passione, le piaghe della crocifissione, sicuramente non solo per risvegliarne la fede, ma soprattutto per riaccendere lamore. Quelle piaghe sul corpo del Risorto ci dicono che, da Cristo in poi, il dolore nostro, come quello di ogni altro uomo, ha un significato nuovo perch diventato dolore di un Dio fatto uomo; ha un valore nuovo, perch dolore che salva non pi soltanto fragilit o miseria, ma la via attraverso la quale partecipiamo alla stessa passione del Cristo. Tommaso rinasce nella fede grazie allaver visto Ges. Ma alla fede non serve il vedere: la beatitudine sta nellapertura alla Vita. Oggi il Signore invita non solo a una fede pura, che non si appoggi a prove esteriori, ma anche a dare fiducia a quelli che egli ha scelto e mandato. La descrizione nella prima lettura delle folle di Gerusalemme strette attorno al gruppo degli Apostoli significativa. La fede dei credenti talmente forte da convertire altre persone, le quali, pur senza vedere Ges direttamente, ma vedendo i segni e prodigi frutto della fede degli apostoli, si convertono e diventano parte della primitiva comunit cristiana. In un certo senso potremmo dire che la fede della comunit aiuta a vedere. La fede rende visibile agli altri il Signore. https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=64 2016-04-04 S Messa Pasqua BUONA PASQUA: Il vangelo inizia narrando che Maria di Magdala si rec di buon mattino quandera ancora buio. Sono due frasi opposte: di buon mattino vuol dire luce. Quandera ancora buio vuol dire buio, notte. Apparentemente sono una contraddizione. In realt esprimono i due aspetti di un unico evento: nel cuore di quella donna e dei discepoli, tutto era finito, e per questo era davvero buio. Ma stava per accadere qualcosa di unico. e vide che la pietra era stata toltadal sepolcro. Corse allora e and da Simon Pietro e dallaltro discepolo, quello che Ges amava, e disse loro: Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove lhanno posto!. Alla notizia delle donne che raccontano che il corpo di Ges stato portato via, Giovanni e Pietro vanno di corsa al sepolcro e trovano la tomba vuota. E proprio entrando in quel luogo che Giovanni Vide e credette. Bastava un sepolcro vuoto perch tutto si risolvesse? Credo che non fu cos facile. Anche nel momento delle sofferenze pi dure, Giovanni rimane vicino al suo maestro. La ragione non comprende, ma lamore aiuta il cuore ad aprirsi e a vedere. lintuizione dellamore che permette a Giovanni di vedere e di credere prima di tutti gli altri. La gioia di Pasqua matura solo sul terreno di un amore fedele. Unamicizia che niente e nessuno potrebbe spezzare. Giovanni, non solo vedr ma inizier a capire. Egli ha vissuto per intero il dramma della Pasqua, essendo molto vicino al suo maestro. Ci sembra perci inammissibile unaffermazione del genere: Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura. Eppure era proprio cos: non meravigliamoci allora di constatare lignoranza attuale, per molti versi simile. Il mondo di Dio, i progetti di Dio sono cos diversi che ancor oggi succede che anche chi pi vicino a Dio non capisca e si stupisca degli avvenimenti. Resurrezione allora poter cogliere linvisibile nel visibile. Ma ci servono degli occhi speciali, gli occhi della fede, quegli occhi che varcano la soglia della materia, per cogliere la vera realt delle cose. Con la resurrezione di Ges, noi affermiamo: Dio qui. LInvisibile si trova nel visibile. Bisogna solo cercarlo, bisogna solo conoscerlo, bisogna solo scovarlo. La fede poter fidarsi perch in tutto ci che succede noi siamo sostenuti; in tutto ci che ci succede c Dio. Nel giorno di Pasqua voglio fare gli auguri a tutti prendendo in prestito le parola di Klaus Hemmerle (1929-1994), vescovo di Aquisgrana, in Germania. Io auguro a noi occhi di Pasqua capaci di guardare nella morte fino alla vita nella colpa fino al perdono, nella divisione fino allunit, nella piaga fino allo splendore, nelluomo fino a Dio, in Dio fino alluomo, nellio fino al tu. E insieme a questo, tutta la forza della Pasqua! Auguri. https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=63 2016-03-29 Domenica delle Palme BUONA DOMENICA: DOMENICA DI PASSIONE Oggi meditiamo la passione di Ges con il racconto che ci ha trasmesso san Luca. Se la passione e morte di Ges sono il compimento di tutta la sua missione e se il centro della sua missione annunciare e mostrare presente la misericordia di Dio per tutti coloro che si riconoscono peccatori, allora Luca ci guida a contemplare levento della passione come lespressione pi alta della misericordia di Dio. Solo cos si possono capire le parole di Ges sulla croce: Padre perdona loro, perch non sanno quello che fanno; il dono grande che spalanca, davanti ai nostri occhi, il Mistero del Dio che soffre e muore, il mistero insondabile di quel dono damore che la redenzione. Il perdono, prerogativa divina, labbiamo contemplato nelle ultime due domeniche, che ci hanno parlato del figlio che ritorna a casa e delladultera, che Cristo non condanna, ma avvia ad una vita rinnovata dal suo amore. Il perdono, per gli uomini, non cosa facile, ma quel che, maggiormente, sta a cuore a Dio, ed la ragione per cui il Figlio morto, pronunciando appunto quelle parole: Padre perdona loro, perch non sanno... Il perdono il segno inequivocabile e definitivo del fatto che Dio ci ha accolto, e sempre ci riaccoglie in Cristo. Ricordiamo che cosa significava morire in croce, per gli uomini la croce era il segno che Ges era lontano da Dio e dagli uomini; Ges invece la vive come luogo di comunione, con gli uomini peccatori e con Dio. Davanti al racconto della passione e morte di Cristo, non possiamo che stare in silenzio, un silenzio, che, non ci tiene ripiegati su noi stessi, ma apre il cuore alla contemplazione dellamore estremo di un Dio, fattosi uomo, per prendere su di s anche il nostro dolore. Solo la Croce di Cristo, pu trasfigurare il nostro dolore e renderlo fecondo, di quella fecondit, che nasce dallamore. https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=62 2016-03-20 5 Quaresima BUONA DOMENICA: La Quaresima sta avviandosi alla fine e tra due settimane saremo gi nella luce della Pasqua. Oggi ci lasciamo accompagnare dal racconto dellevangelista Giovanni che ci riferisce un episodio veramente singolare. Forse, il Vangelo di oggi, sembra strano, lontano dalla nostra esperienza: possibile che la vicenda di una donna adultera, possa interessarci? Che un episodio accaduto 2000 anni fa, possa riguardare anche noi? Ges tornato al Tempio, come aveva fatto anche il giorno prima e in tanti accorrono per ascoltarlo. Mentre sta insegnando ecco arrivare un gruppo di scribi e farisei, i sapienti del Tempio. Essi non stanno arrivando per ascoltare Ges: sono l perch hanno preparato una terribile trappola. Trascinano una donna: unadultera, cio una donna che ha tradito suo marito. Per la Legge quella era una colpa gravissima, da punire con la morte. Ed infatti gli scribi e i farisei chiedono a Ges: Maestro, questa donna stata colta in flagrante adulterio. Ora Mos, nella legge, ci ha comandato di lapidare tali donne; tu che ne dici? Si rivolgono a Ges chiamandolo Maestro, ma intanto stanno pronti per coglierlo in errore e poterlo accusare! Non una domanda onesta, perch in realt non gliene importa proprio nulla del parere di Ges: aspettano solo di sentire che cosa dir, per poterlo accusare davanti a tutta la folla. Infatti, se Ges dice di s, che giusto lapidare quella donna, allora come se stesse rinnegando tutto quello che ha insegnato sul perdono e la misericordia. Se invece risponde di no, che non giusto lapidarla, allora potranno gridare che un blasfemo, uno che offende la Legge di Mos. Ges non sembra per nulla preoccupato dalla loro domanda. Si limita a chinarsi verso terra e si mette a disegnare con il dito nella terra battuta. Ma poich insistono nellinterrogarlo, si alza e d una risposta perfetta: Chi di voi senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei. riuscito a non cadere nella trappola: volevano che pronunciasse un s o un no, e lui non stato al loro gioco, impedendogli di arrestarlo o di accusarlo. Ma non basta: li ha anche messi nella condizione di non poter pi lapidare quella donna che avevano trascinato l davanti a lui! come se li avesse invitati: Potete sicuramente lapidarla, a condizione che a lanciare le pietre siano quelli che non hanno mai peccato. Chi pu dire, in piena coscienza, io non ho mai peccato? Chi, se si guarda dentro, pu dirsi: non ho mai fatto nulla di male, mai una bugia, mai un po di vanit,... Nessuno di noi, se onesto con se stesso, pu sentirsi a posto, senza nessuna colpa, senza nessun peccato. Linvito di entrare in noi stessi, perch dentro luomo che avviene la vera liberazione. Solo entrando in noi e riconoscendo i nostri peccati, possiamo cambiare la realt. La vera liberazione, la vera rivoluzione cristiana, nasce dal di dentro.Quindi, anche se Ges ha dato il permesso di scagliare la prima pietra, in realt nessuno pu compiere questo gesto. Ges li ha guardati uno per uno, prima di pronunciare la sua risposta e tra gli scribi e i farisei, c sicuramente chi si domanda: - Mi ha letto nel cuore? Sa che cosa ha fatto di nascosto da tutti? bello il particolare che annota levangelista Giovanni: scribi e farisei si allontanano, in silenzio, senza commentare, ma i primi ad andare via sono i pi anziani, perch hanno acquistato la saggezza necessaria a riconoscere i propri errori, sono pi consapevoli di non essere senza peccato. Cos, lentamente, il cortile del Tempio si svuota; restano solo Ges e la donna, che se ne sta l ancora tremante di paura. Ora che sono soli, Ges si alza in piedi e le chiede con voce bassa e calma: Donna, dove sono quei tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannata? Lei alza la testa, si guarda intorno, e si accorge che sono andati via tutti. Perci risponde: Nessuno, Signore. Allora il Maestro e Signore la rassicura: Neppure io ti condanno; va e non peccare pi. Attenzione, non le dice: - Poverina, non fa niente... Le ricorda che quello che ha commesso un peccato, lo davvero, non si pu fare finta che non sia cos. Ma al tempo stesso la invita a cambiare, a non restare bloccata dal peccato: Va e non peccare pi. Le offre la possibilit di ricominciare; ci che sta dietro non importa, importa il bene possibile domani. Ges sa bene che solo uomini e donne liberati e perdonati possono dare ai fratelli libert e perdono. https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=61 2016-03-14 4 QUARESIMA E VESTIZIONE MINISTRANTI BUONA DOMENICA LAETARE: Se quello di Luca chiamato il Vangelo della misericordia questo di oggi ne il manifesto insuperabile, capace di ritrarre lindicibile vicenda eterna dellamore del padre per il figlio. Un amore capace di scambiare la pena con la festa di nozze per averlo ritrovato dopo averlo perduto. A fronte di chi, come i farisei, giudica gli altri dallesterno, Ges vede il cuore, e guardandolo lo risana perch lo ama. La festa finale nasce e si giustifica proprio dallamore del padre. Questa la parabola del Padre, pi che del figliol prodigo o del fratello maggiore. Lobiettivo di questa parabola precisamente quello di farci cambiare lopinione che nutriamo su Dio. Il Padre amore senza condizioni per il figlio peccatore e invito incessante al figlio giusto di riconoscere laltro come fratello. linvito, rivolto a ciascuno, di fare come Lui. Il Padre di cui ci parla la parabola evangelica, come ogni buon Padre, non trattiene il figlio, lo lascia andare. Il figlio cerca la felicit nelle cose, ma si accorger che le cose hanno un fondo e che il fondo delle cose vuoto. Dal vangelo, possiamo dire che ci che Dio fa come il Padre, at-tendere, tendere continuamente verso di noi, rimanere a scrutare lorizzonte nella speranza di vederci arrivare, di vedere che mettiamo i nostri piedi nella direzione della sua casa. Un Dio che ci at-tende, che tende verso di noi, un Dio rispettoso che si muove verso di noi e si rende presente, ma con delicatezza. La sua at-tesa unat-tenzione, una tensione, egli tutto sbilanciato in avanti proteso verso la speranza di un incontro libero con ciascuno di noi. Il figlio non torna per amore, torna per fame. Non torna perch pentito, ma perch ha paura e sente la morte addosso. Ma a Dio non importa il motivo per cui ci mettiamo in viaggio. sufficiente che compiamo un primo passo. Luomo cammina, Dio corre. Infatti: il Padre, avendolo visto da lontano, gli corre incontro... E lo perdona prima ancora che apra bocca, di un amore che previene il pentimento. Il tempo della misericordia lanticipo. Questa quarta domenica di Quaresima, ci ricorda che siamo, soprattutto, figli dellamore che perdona. Il perdono; non una prerogativa umana, esso si trova soltanto nel cuore di Dio ricco di misericordia; tuttavia, per chi si mette sulla strada del Cristo, pu diventarne capace: capace di ricevere e capace di dare il suo perdono. https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=60 2016-03-06 S.Messa 3 Quaresima BUONA DOMENICA: La liturgia di questa terza domenica di Quaresima ci presenta il tema della conversione. Due fatti di cronaca e una breve parabola costituiscono lossatura del vangelo odierno, dando modo a Ges di formulare insegnamenti validi anche oggi. Ges viene interpellato circa alcuni fatti luttuosi. Il primo il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici; il secondo riguarda quelle diciotto persone, sulle quali croll la torre di Siloe e le uccise. Ricordiamo: Ponzio Pilato era il governatore romano della Palestina, espressione di una potenza che per affermarsi non esitava a ricorrere alla violenza; Siloe era un quartiere, il pi antico, di Gerusalemme. Quegli episodi di duemila anni fa trovano un facile parallelo nellattualit, nella violenza praticata dagli uomini, nelle persecuzioni contro i pi deboli. Invece lespressione se non vi convertirete perirete tutti allo stesso modo sembra esprimere quello che i pi credono, cio che la sofferenza, le sciagure, la malattia, le tragedie e cos via, sono mandate da Dio. La replica di Ges ai Suoi interlocutori deve farci riflettere sul significato degli eventi, piacevoli o dannosi, che sopraggiungono inaspettatamente nella nostra esistenza. Ges, nel commentare i due fatti narrati, vuole insegnare che coloro che sono colpiti da disgrazie e sofferenze non sono pi colpevoli di altri e che non si tratta di una punizione divina causata dal peccato. Ges ci mette in guardia dal vero pericolo: con il nostro atteggiamento sbagliato possiamo procurare del male a noi stessi e agli altri. La parabola del fico sterile, narrata nella seconda parte del vangelo odierno, ci mostra un Dio misericordioso, fedele e per questo paziente. Dalla stessa parabola attingiamo una grande gioia e ci spalanca una grande speranza: Dio apre davanti a noi un tempo che con il suo aiuto pu diventare un vero cammino di conversione. Le esplicite richieste di Ges alla conversione sottolineano la necessit di un cambiamento sia interiore che di comportamento da parte di ogni uomo. Buon cammino di conversione a tutti. https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=59 2016-02-29 S Messa 2 Quaresima BUONA DOMENICA: Dopo aver contemplato domenica scorsa Ges nel deserto tentato dal diavolo, oggi, per incoraggiare il nostro cammino verso la Pasqua, ci posto dinanzi Ges in tutta la sua luce radiosa. E un anticipo della sua e nostra resurrezione, meta finale di ogni cristiano. Tutti e tre i Sinottici narrano lepisodio della Trasfigurazione. Luca ha di particolare che lo racchiude nel clima della preghiera. Durante la preghiera il suo volto diventa luminoso e la sua veste candida e sfolgorante. Pregare trasforma. Pregare cambia il cuore, tu diventi ci che contempli, ci che ascolti, ci che ami, Colui che preghi: nel contatto con il Padre che la nostra realt si illumina, e appare in tutta la sua lucentezza e profondit. E la preghiera il luogo della Trasfigurazione. In Lui il Padre mostra la sua gloria, che irradiazione luminosa della presenza di Dio. Il volto! Vedere il volto di Dio penso che sia lanelito profondo, forse inconscio ma reale, di ogni essere umano, creato a sua immagine, creato per Lui. Gi nellAntico Testamento si ode questo grido: Il tuo volto Signore io cerco...non nascondermi il tuo volto (Salmo responsoriale, 26,8-9). E ancora, Dio rispose alla richiesta di Mos: Tu non potrai vedere il mio volto, perch nessun uomo pu vedermi e restare vivo (Es. 33,20). Ma Dio si rivela, si mostra nel Figlio che immagine del Padre. Mos ed Elia apparsi nella gloria rappresentano la Legge e i Profeti; parlano con Ges, perch in Lui il compimento della Legge e dei Profeti, compimento che avviene mediante la sua morte e resurrezione. Proprio di questo parlano: del suo esodo, del suo ritorno al Padre, potremo dire che parlano del compimento del mistero pasquale a Gerusalemme. Gerusalemme la citt santa, verso la quale Ges incamminato per realizzare in pienezza il disegno del Padre. La visione breve. Pietro non fa in tempo ad esprimere il suo desiderio, che i due si separano da Ges. E bello rimanere nella gloria! E bello rimanere in quella che sar lultima, definitiva dimora, rimanere nella gloria di Dio. Pietro non sapeva quello che diceva e i discepoli dalla luce passeranno rapidamente nellombra, perch una nube li avvolse...ed ebbero paura. Anche la nube simbolo della presenza del Dio. La nube guidava il popolo di Dio nel deserto. Adombrare il verbo usato da Luca nellAnnunciazione; dalla nube usc la voce del Padre come al battesimo di Ges. Questi il Figlio mio, leletto. Ascoltatelo! Mentre al battesimo il Padre si rivolgeva al Figlio, dicendo: Tu sei mio Figlio..., ora si rivolge ai discepoli con lordine di ascoltarlo. Qui culmina la scena paradisiaca con il verbo ascoltare che tantissime volte risuona nella Bibbia: Shem Israel! Ascolta Israele! E la preghiera che il pio ebreo ancora oggi rivolge tre volte al giorno al Signore. Ascoltare significa anche mettere in pratica, obbedire, fare la volont del Padre come la compie il Figlio diletto fattosi servo. Appena la voce cess, Ges rest solo. In Lui la Legge e i Profeti hanno trovato il loro vertice. Quella voce, non solo si fatta Parola vivente, ma si incarnata proprio per compiere la volont del Padre, per realizzare il suo disegno di amore sullumanit, per salvarci e farci passare con Lui attraverso la passione, la croce e la morte per entrare definitivamente con la resurrezione nella gloria del Padre. Quella gloria che i tre discepoli privilegiati hanno potuto gustare anticipatamente nella Trasfigurazione. Questa la meta, questa la scelta: o lasciarsi trasfigurare dalla gloria di Cristo morto e risorto, o sprofondare nelle tenebre della perdizione. https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=58 2016-02-21 S.Messa 1 Quaresima BUONA DOMENICA: Il brano di questa domenica, tratto dallevangelista Luca, ottimo per iniziare il cammino di quaresima. Levangelista Luca ci dice che Ges se n stato in disparte, nel deserto, per pregare e riflettere, prima di iniziare la sua missione tra la gente: Ges, pieno di Spirito Santo, si allontan dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Possiamo dire che la prova, la tentazione pi grande della nostra vita di credenti, che durer la vita intera proprio come quella di Ges, si gioca nel credere, fidarsi e decidersi continuamente per Cristo perch crediamo che cos che la nostra umanit, la nostra vocazione si realizza! Meditando il vangelo delle tentazioni possiamo cogliere in profondit i particolari di questa prova: Innanzitutto la presentazione del diavolo. Abbiamo in questo brano un chiarimento: il diavolo non si presenta mai con le corna e il forchettone, e non si presenta mai come avversario ma come collaboratore. Lo stesso succede con Ges; il diavolo arriva come un consigliere, un fidato collaboratore. La tentazione: Forse non la chiamiamo sempre cos, ma tutti ne facciamo esperienza, ogni volta che sentiamo dentro di noi la lotta per scegliere come comportarci. Per decidere che direzione prendere, tra il Bene e il Male, tra ci che giusto e ci sbagliato. Quando riusciamo a vedere con chiarezza dov il Bene e dov il Male, in genere riusciamo a scegliere con una certa sicurezza. Ma non sempre cos facile capire. Anche perch la tentazione subdola, vuole ingannarci, per questo in genere indossa delle maschere: si presenta come qualcosa di bello, di buono, di affascinante, nascondendo invece un pericolo, un veleno per la nostra vita. Ges riesce a superare le tentazioni. Forse con un po di fatica, ma ci riesce per ben tre volte. Allora vale la pena leggere con attenzione questa parte del Vangelo, per vedere come ha fatto a cavarsela. Se le osserviamo una per una, possiamo dire che le tentazioni che il nostro Maestro e Signore deve affrontare sono, in fin dei conti, solo tre proposte, ma ogni volta trova la via per rispondere con semplicit e decisione. Prima tentazione e prima risposta: Il diavolo gli disse: Se tu sei Figlio di Dio, d a questa pietra che diventi pane. Ges gli rispose: Sta scritto: Non di solo pane vivr luomo Sta scritto, dice Ges al tentatore, riprendendo dalla Bibbia, che Parola di Dio. La seconda tentazione, con la risposta che riceve: Se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sar tuo. Ges gli rispose: Sta scritto: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto Di nuovo il Maestro Ges ha risposto alla tentazione appoggiandosi alla Parola di Dio: sta scritto! Due volte sono unindicazione importante, ma per conferma, andiamo a vedere anche la terza tentazione e la risposta che d: Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto pi alto del tempio e gli disse: Se tu sei Figlio di Dio, gttati gi di qui... Ges gli rispose: stato detto: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo Ges ricordando le parole usate dai profeti, che sono sempre racchiuse nella Scrittura risponde e sconfigge il tentatore. Quando siamo di fronte a una tentazione che ci chiede una scelta difficile, possiamo chiedere aiuto e sostegno alla Parola di Dio. Credo che per tutti noi sia un grande conforto sapere che anche Ges sperimentato la tentazione, ha vissuto la nostra stessa esperienza, ed riuscito a sconfiggerla. Quando ci sentiamo fragili, deboli, attirati da una tentazione mascherata e affascinante, sappiamo che non siamo soli, che in tutto, tutto, tutto, possiamo sentire vicino il nostro Maestro e Signore. Ges nel deserto vince le tentazioni con il cibo della sola Parola di Dio e realizzer la sua missione secondo la volont del Padre. In questa settimana sono certo che a nessuno di noi mancheranno le occasioni per essere tentati, ma sappiamo di avere due armi potenti per difenderci e sconfiggere la tentazione ingannatrice: abbiamo lamicizia con Ges e abbiamo la Parola di Dio. Che cosa ci pu spaventare? Che in questa quaresima il Signore ci conceda di uscire dalle nostre prove con la potenza liberante della sua Parola. https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=57 2016-02-14 Quaresima 2016 https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=56 2016-02-12 S. Messa Terza Domenica Tempo Ordinario 24/01/2016 BUONA DOMENICA: La lettura evangelica di questa terza domenica del Tempo Ordinario riporta, nella sua prima parte (Lc 1,1-4), le parole iniziali del vangelo di Luca. In questanno sar proprio questo evangelista che ci accompagner di domenica in domenica, quasi prendendoci per mano, perch cresca in noi la conoscenza e lamore per il Signore. Luca non ha voluto esporre un discorso su Ges o sulla sua dottrina; ha invece narrato la vicenda dellamore di Ges per tutti gli uomini e le donne che incontrava, soprattutto i deboli, i poveri e i malati. Levangelista - lo dice fin dallinizio - parla di quegli avvenimenti successi tra noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni fin da principio e divennero ministri della parola (v. 2). Narra perci dei fatti; fatti di misericordia. Tutto questo lo fa dedicando il testo a un personaggio, dicendo che per un certo illustre Teofilo, in modo che tu possa renderti conto della solidit degli insegnamenti che hai ricevuto. Ma chi sar mai questo Teofilo di cui non si sente pi parlare nel Vangelo? A chi si star realmente rivolgendo Luca? In realt non sappiamo se Teofilo un personaggio vero e proprio, in ogni caso porta senzaltro un nome simbolico che rappresenta miliardi di persone. Proprio perch colto e molto acuto, Luca ha pensato di racchiudere tutti gli amici di Dio in un unico termine e, non potendo scrivere i nomi di tutti quelli che Ges lo hanno conosciuto e sono stati catturati dalla bellezza delle sue parole e dalla grandezza del suo amore, ha ben pensato di utilizzare il nome greco di Teofilo (che significa Teo = di Dio Filo = amico, quindi amico di Dio) per racchiudere tutti quelli che nei secoli sentono Ges come amico e, allo stesso tempo, sono accolti come tali. Quindi Luca sta parlando anche a noi e sta dicendo che, attraverso tutta la sua raccolta di informazioni, possiamo renderci conto della solidit degli insegnamenti che abbiamo ricevuto, cio che le parole e i gesti di Ges non hanno un termine o una scadenza di tempi, ma sono solide nei secoli e possono parlarci in ogni momento della nostra vita. Allora ecco che la seconda parte del testo, Ges torna a Nazareth nei luoghi della sua infanzia. Luca descrive la sua entrata nella sinagoga: secondo il suo solito, di sabato, entr nella sinagoga. Queste parole lasciano intravedere un Ges quotidiano, che fa le cose che era solito fare. Solo che, in questo caso, si alza e legge un brano per niente scontato. E un testo del profeta Isaia che parla di lui e Egli, declamandolo nella sinagoga, vuole far capire ancora meglio che quel testo si sta compiendo nella sua persona: Lo Spirito del Signore sopra di me; per questo mi ha consacrato con lunzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio... a liberare gli oppressi, a far vedere i ciechi, a perdonare i peccati... e, dopo aver letto questo e riconsegnato il rotolo allinserviente, si siede. Sembra una cosa da niente, normale dopo aver letto, il mettersi seduto; in realt era quello il gesto che ora il maestro stava per parlare! Da subito Ges sgombra tutti i dubbi su ci che venuto a fare: qui per togliere via dalluomo tutto ci che ne impedisce la fioritura, perch sia chiaro a tutti che cosa il regno di Dio. E si schiera dalla parte degli ultimi, mai con gli oppressori. Ges non venuto per riportare i lontani a Dio, ma per portare Dio ai lontani, a uomini e donne senza speranza. Il primo sguardo di Ges non si posa mai sul peccato della persona, il suo primo sguardo va sempre sulla povert e sul bisogno delluomo. La buona notizia di Ges non neppure il perdono dei peccati. La buona notizia che Dio per luomo, mette la creatura al centro. Un Dio sempre in favore delluomo e mai contro luomo. Infatti la parola chiave libert-liberazione. Quindi Ges fa capire che lui il Maestro da ascoltare, che OGGI si compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato. Ma loggi anche il nostro oggi! Ges ci sta dicendo che la Sua Parola talmente salda e forte che libera dalloppressione, alleggerisce da ogni pensiero che ci appesantisce. Questo miracolo si rinnova ogni giorno allascolto della Parola. Ogni volta che la Parola viene letta e ascoltata, Lui che la proclama nei cuori di chi ascolta. Nella sinagoga di Nazareth allora lumanit che si rialza e riprende il suo cammino verso il regno di Dio. https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=55 2016-01-25 S Messa e Benedizione degli Animali BUONA DOMENICA: La II Domenica del tempo ordinario ci porta a Cana di Galilea, ad una festa di nozze. Provate a immaginare cosa avviene in un piccolo villaggio della Galilea di pi di duemila anni fa! Certamente a Cana si conoscevano tutti e, quindi, la maggior parte della gente era invitata alla festa. Erano invitate perfino persone di paesi vicini, come Maria e Ges che abitavano a Nazareth! Daltronde quando si vive una cosa bella, che ci riempie il cuore, non riusciamo atrattenerla per noi, vogliamo subito condividerla con chi ci pi vicino. Il racconto che levangelista Giovanni fa dellevento un momento molto espressivo e significativo, perch ha profondi riferimenti con la missione del Messia e del ruolo di sua Madre nella storia della salvezza. In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e cera la madre di Ges. Fu invitato alle nozze anche Ges con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Ges gli disse: Non hanno vino. E Ges le rispose: Donna, che vuoi da me? Non ancora giunta la mia ora.. Quindi durante la festa Maria fa notare a Ges, che finito il vino! Maria presenza discreta ma attenta. Come si pu ovviare per non turbare la gioia della festa? Lunica cosa pensabile rivolgersi a Ges, non per suggerirgli il da farsi ma per renderlo consapevole della cosa. E Ges non sembra molto rispettoso nei confronti di questo suo coinvolgimento nella faccenda. Maria non chiede, ma attende. Attende lora di Dio. Maria non sta a pensare quale sia il momento opportuno. nelloggi della festa che il momento si rivela opportuno; per questo si rivolge decisamente ai servi: Qualsiasi cosa vi dica, fatela. Questa scena si svolge dietro le quinte e i protagonisti del miracolo sono i servi. Le sei giare di pietra per la purificazione vengono riempite fino allorlo di acqua. E Ges si arrende di fronte a tanta fiducia. Per la parola di Ges nel momento in cui i servi attingono lacqua destinata a raccogliere le impurit dei convitanti diventa vino. Il maestro di tavola si complimenta con lo sposo per aver mantenuto il vino buono fino alla fine. Ma n lui n gli sposi sanno ci che avvenuto. Maria era certa. I servi assistono in prima persona. E i discepoli credono. il primo miracolo riportato da Giovanni, cio il primo segno che Ges compie e ci fa capire che il Figlio di Dio! Si pu alla fine discendere tutti a Cafarnao per ripartire da l verso nuove mete. Cristo sposa lumanit e per lei compie prodigi. https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=540 2016-01-17 S. MESSA BATTESIMO DEL SIGNORE BUONA DOMENICA: La festa del battesimo di Ges continua la serie delle manifestazioni del Signore. Il 25 dicembre Ges si manifestato ai pastori; il 6 gennaio ai Magi; oggi si manifesta, sulle rive del Giordano, a Giovanni e al popolo dIsraele. Prima di dar inizio al suo ministero pubblico, Ges si reca al Giordano, dove le folle accorrevano, per esser battezzate da Giovanni, e si unisce a quanti, riconoscendosi peccatori, scendevano nelle acque del fiume, per esser purificati. Cristo sceglie di immergersi nelle acque del fiume, quasi fosse un peccatore e il suo gesto diventa segno della concreta vicinanza ad ogni uomo, la cui liberazione si realizzer con la potenza del suo amore di Figlio di Dio, lui stesso, Dio, col Padre e con lo Spirito. ...il cielo si apr e scese su di lui lo Spirito Santo, in apparenza corporea, come di colomba e vi fu una voce dal cielo: Tu sei il Figlio mio, lamato: in te ho posto il mio compiacimento.. Questa di oggi una solenne epifania, con la quale il Padre rivela agli uomini il Figlio suo, incarnato in Ges di Nazareth, per la redenzione del mondo. Il cielo non pi chiuso. Se ai pastori sono stati gli angeli a recare lannuncio e ai Magi la stella, ora la voce stessa del Padre che indica agli uomini il suo Figlio. Il Vangelo che ascoltiamo ogni domenica non altro che leco di questa voce che scende dallalto. Il Vangelo salvezza per noi, una grazia poterlo ascoltare e seguire; il Vangelo insegna a vivere. Quei cieli aperti sulle sponde del Giordano si aprono anche per noi, ora, perch possiamo intraprendere una vita pi felice, pi bella, pi solidale. In questa festa del battesimo di Ges vogliamo anche noi rivivere la grazia del nostro battesimo. Si aprano i cieli anche oggi e scenda su di noi lo Spirito Santo per essere trasformati nel profondo del nostro cuore. https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=53 2016-01-10 S. Messa EPIFANIA DEL SIGNORE BUONA FESTA DELLEPIFANIA: Alzati, rivestiti di Luce, dice oggi il profeta Isaia a tutti noi. La solennit dellEpifania, della manifestazione di Cristo a tutta lumanit quale unico redentore e salvatore, ci invita a rialzarci, a rivestirci di luce, ad abbandonare tutte le tenebre, di qualsiasi genere, che possono oscurare il cuore e la mente di ogni persona e del genere umano. La festa dellEpifania ci fa contemplare il mistero dellincarnazione da un altro punto di vista, sotto unaltra angolatura. Il bambino nato a Betlemme non solo il Figlio di Dio annunciato nel segreto del cuore a Maria e Giuseppe, non solo il salvatore annunciato dagli angeli ai pastori e da loro adorato, ma anche il Re di Israele, non accolto dal suo popolo, condannato a morte dal potere politico e riconosciuto come luce da tutti i popoli. Fare spazio alla luce, al positivo, alla gioia significa fare spazio a Ges Cristo. Ges la luce, e chi sa guardare il cielo pu seguire il Segno -la Stella- la Luce che porta a Lui, cos come hanno fatto i tre sapienti dOriente. Loro hanno osservato il cielo, la vita, la natura e proprio questi elementi li hanno portati a Dio! I Magi arrivano al luogo della nascita del Messia portando i loro doni e hanno una grande gioia per aver visto il bambino. I sapienti dOriente sono oggi i nostri modelli. Ma chi il sapiente? colui che cerca di dare gusto, sapore, senso alla sua vita. E colui che non si accontenta di mangiare, bere, respirare, vivere, ma cerca qualcosa che vada oltre. I re di Oriente ci insegnano che la vita ha senso se ci mettiamo alla ricerca di Dio, se ci muoviamo verso Lui. La vita perde senso invece quando chiusa, anche se si vive in palazzi doro come il re Erode. Inoltre, il Vangelo ci fa capire che nessuno pu cercare Dio per noi. Siamo noi, solo noi, io, tu, che ci dobbiamo mettere in cammino, perch il cammino esprime il desiderio, linteresse, la voglia, la gioia di incontrarlo davvero. Anche loro, come noi, giungono a Ges grazie a dei segni. La stella, la richiesta ai sacerdoti sul luogo della nascita, non abbandonando limpresa nei momenti difficili e, infine, incontrando il bambino ed adorandolo. Anche noi oggi abbiamo dei segni quali la Parola di Dio, la Messa, la presenza del fratello, gli insegnamenti di una Chiesa. Spetta a noi, per, non solo additare la strada, ma percorrerla fino in fondo. La festa dellEpifania, della manifestazione di Ges a tutti gli uomini deve essere la festa della partenza alla ricerca di Ges in questo anno appena iniziato. Vi posso assicurare che chi di noi si mette in cammino per cercarlo, lo trover. Buon Cammino! https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=52 2016-01-06 Festa dei Magi 2015 Cari AMICI AMATI DAL SIGNORE ricordare larrivo dei Magi il giorno dellEpifania (dal greco epiphneia= manifestazione) simboleggia che Ges, salvatore non solo del popolo ebraico, ma di tutti i popoli della terra. I Magi rappresentanti di tutti i popoli pagani sono chiamati alla stessa maniera del Popolo prescelto da Dio.Da Matteo non conosciamo il numero dei magi, ma solo un riferimento al numero dei doni che sono il simbolo di perfezione: loro rappresentava la regalit, ed era un dono riservato ai re; lincenso rappresentava la divinit, il soprannaturale; la mirra rappresentava lumanit, lessere uomo, era la sostanza utilizzata per cospargere i corpi prima della sepoltura. Il numero tre per alcuni indicherebbe le tre razze umane, lomaggio a Ges Cristo delle tre parti del mondo allora conosciute: lAfrica simboleggiata da Baldassarre, lAsia da Melchiorre e lEuropa da Gasparre. Anche le loro diverse et rappresentavano i diversi periodi della vita delluomo: la giovinezza ,la maturit e la vecchiaia. https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=51 2016-01-05 FESTA DELLA SANTA FAMIGLIA BUONA DOMENICA: In questa prima domenica dopo il Natale celebriamo la festa della Santa Famiglia. Il brano del Vangelo di Luca, ci racconta un episodio capitato proprio alla famiglia di Ges. Questo unico perch i Vangeli non ci parlano dellinfanzia, ma soltanto della vita da adulto di Ges. Racconta levangelista che ogni anno Maria e Giuseppe si recavano a Gerusalemme per celebrare l la festa di Pasqua e portavano il piccolo Ges con loro. Ges sta crescendo: ha ormai raggiunto i 12 anni. Per il popolo di Israele 12 anni sono unet molto importante. Un ragazzo che ha compiuto 12 anni considerato ormai capace di pensare come una persona adulta e, soprattutto, dai 12 anni in poi, un ragazzo pu leggere la Torah ad alta voce nella sinagoga. Ges ha 12 anni e torna ancora, come ogni anno, a Gerusalemme con Maria e Giuseppe. A quel tempo si viaggiava in carovana: gli asinelli venivano caricati con i bagagli e tutti si andava a piedi. Per raggiungere un posto ci volevano diversi giorni, perch la strada andava percorsa a piedi. Si partiva insieme: parenti, vicini di casa... tutta la gente di Nazareth che andava a Gerusalemme, viaggiava insieme. E cos al ritorno. Proprio al ritorno, accade un imprevisto: Ges, senza dire niente a Maria e a Giuseppe, si ferma a Gerusalemme. I suoi genitori non se ne accorgono subito: una carovana numerosa, ci sono tanti altri ragazzini amici di Ges, per cui Maria e Giuseppe pensano che egli sia insieme a loro, a giocare e a stare in compagnia durante il viaggio. Quando arriva la sera la carovana si ferma per trascorrere la notte, Maria e Giuseppe cominciano a cercarlo tra gli amici e i parenti... e non lo trovano! Allora s spaventano! Subito, anche se ormai si sta facendo notte, riprendono il cammino per tornare a Gerusalemme, ma naturalmente arrivano solo il giorno dopo. Cominciano a cercarlo con il cuore pieno di preoccupazione. Alla fine, sconfortati, provano a tornare al Tempio dove erano stati per celebrare la festa, e Ges proprio l! Se ne sta seduto in mezzo ai saggi del Tempio, i Dottori della Legge e dialoga con loro. Ascolta i loro discorsi e fa domande che dimostrano una profonda intelligenza. tutto assorto nella conversazione con questi anziani che hanno studiato a fondo la Parola di Dio. Maria rimprovera suo figlio, le parole di Maria sono spontanee, sono quelle che ci aspetteremmo normalmente di sentire sulle labbra di una mamma preoccupata. Quello che invece ci sorprende la risposta di Ges: Perch mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio? Quello che mi sembra particolare in questo passaggio che di solito sono i bambini a non capire gli adulti e le loro cose da grandi. Nel brano odierno accade invece che sono i genitori a non comprendere la risposta del figlio e il suo comportamento. I genitori di Ges sapevano di avere un figlio speciale per non potevano sapere gi quello che sarebbe avvenuto di lui da grande e dunque, come tutti i genitori, Maria e Giuseppe lo hanno educato secondo le loro tradizioni, i loro valori: lo portavano in sinagoga, per insegnargli a pregare. Ges, per sorprende tutti con la sua intelligenza in materia religiosa, perfino gli esperti Dottori della Legge! Lo stupore degli adulti il riconoscimento della Grazia di Dio che agisce nella vita di ciascuno fin da piccoli. Giuseppe e sua moglie avranno di sicuro lodato Dio di avere un bambino tanto intelligente, pronto a rispondere, ci non toglie che Ges, come tutti i bambini, avesse bisogno di una giuda, cio di qualcuno pi grande che lo aiutasse nella crescita. Ecco perch il Vangelo dice sottomesso, il che non significa divenne loro servo bens segu i loro consigli. Cos Giuseppe e Maria riportano Ges con loro a Nazareth affinch possa fortificarsi e poter poi fronteggiare le sfide, le avventure della vita. Ecco allora che la famiglia ideale ci appare forse vicina alle nostre, ognuno ha il suo ruolo e tutti collaborano per il bene dei piccoli e dei grandi. https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=50 2015-12-28 SS. Messe di Natale SANTO NATALE: Il Vangelo su cui oggi siamo invitatati a meditare, narra la notte della nascita di un bambino tanto atteso: Ges, il Salvatore. una notte alla quale ognuno di noi si preparato, una notte o meglio un evento che se non atteso passa inosservato. Il brano evangelico offre fortissime suggestioni. Fissiamo lattenzione su alcuni punti. Il primo spunto di riflessione offerto dai destinatari del messaggio natalizio: i pastori. Dio invita i pastori ad andare atrovare un neonato e li accompagna con un segno inconfondibile della Sua presenza: gli angeli e una grande luce! Come mai sceglie i pastori? Forse perch di notte vegliavano sul gregge e quindi non dormivano? Beh, davanti ad una luce e ad un angelo tutti si sveglierebbero! Probabilmente i pastori, essendo persone semplici e con una vita tanto difficile, faticosa, aspettavano sul serio una luce, la Luce del Signore per essere sollevati dalla pesantezza della quotidianit! Aspettavano, desideravano, speravano...erano vigili! Un secondo spunto viene offerto dal messaggio. Contiene una promessa: Troverete. Il trovare presuppone una ricerca, un cammino, un esodo: per i pastori si tratt di abbandonare i loro greggi e le loro capanne. Per noi le partenze sono molto pi laceranti: ci viene chiesto di abbandonare i recinti delle nostre sicurezze, i calcoli delle nostre prudenze, il patrimonio culturale di cui siamo fedeli conservatori. E un viaggio lungo e faticoso, quasi un salto nel buio. E non detto che la meta della nostra ricerca sia un Dio glorioso. Ci vengono garantiti solo dei segni: un bambino, le fasce, la mangiatoia. Rispettivamente sono i segni della debolezza, del nascondimento, della povert di Dio. Un bambino inerme. Simbolo di chi non pu vantare alcuna prestazione. Di chi pu solo mostrare, piangendo, la propria indigenza. La mangiatoia simbolo della povert di tutti i tempi; vertice, insieme alla croce, della carriera rovesciata di Dio, che non trova posto quaggi. E inutile cercarlo nei prestigiosi palazzi del potere dove si decidono le sorti dellumanit: non l. La greppia di Betlemme ci interpella. Ges non compie violazione di domicilio: bussa e chiede ospitalit in punta di piedi. Possiamo chiudergli la porta in faccia. Se per gli apriremo con cordialit la nostra casa e non rifiuteremo la sua presenza, ha da offrirci qualcosa: il senso della vita, il gusto dellessenziale, il sapore delle cose semplici, la gioia del servizio, la voglia dellimpegno. https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=49 2015-12-25 S. Messa IV Domenica di Avvento BUONA DOMENICA: Siamo alla quarta e ultima domenica dAvvento! Ormai sta per concludersi questo tempo di attesa. La settimana scorsa Giovanni ci invitata semplicemente a fare bene ci che siamo chiamati a fare, di farlo con gioia e semplicit per diventare profezia, strada pronta per accogliere il Messia. Come sempre la Parola di Dio ci invita a fare un passo verso linterno, verso il cuore e linteriorit: ci che interessa a Dio si trova non in cose esteriori, ma nelle nostre decisioni e atteggiamenti del cuore. Ecco che allora il Vangelo di oggi acquista una luce particolare, traccia appena la descrizione della visita di Maria a sua cugina Elisabetta. Maria va in fretta verso la regione montuosa. la fretta della fede, che vuole rispondere subito: Ecco, io vengo, o Dio, per fare la tua volont!. la fretta della speranza, che vuole verificare le promesse dellAltissimo: Vedi, anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio. la fretta della carit, che vuole servire Elisabetta nella sua gravidanza. Il Vangelo ci dice che Entrata nella casa di Zaccaria, Maria salut Elisabetta. Non sappiamo esattamente che parole us. Con tutta probabilit si trattava del saluto ebraico per eccellenza: Shalom!. Un saluto difficile da tradurre con una sola parola. Dire Shalom! significa bene-dire, cio dire-bene. Augurare a una persona tutto il bene possibile. Gli effetti del saluto sono sotto i nostri occhi: le due donne si benedicono a vicenda, dicono bene di Dio, sono nella gioia e nella pace. I frutti della benedizione sono rapporti umani riconciliati e armonici, la pace si costruisce innanzitutto con atteggiamenti del cuore, prima che con gesti esteriori. Si conoscevano tutte e due. Erano parenti. Ma in questo incontro scoprono, luna nellaltra, un mistero che non conoscevano ancora e che le riempie di molta gioia. Quante volte ci succede nella vita di incontrare persone che conosciamo, ma che ci sorprendono di nuovo per la saggezza che posseggono e per la testimonianza di fede che ci danno! E cos che Dio si rivela e ci fa conoscere il mistero della sua presenza nella nostra vita. https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=48 2015-12-20 S. Messa Terza di Avvento BUONA DOMENICA: Terza Domenica di Avvento, domenica Gaudete! Manca poco al Natale. Il tempo per prepararsi e vivere santamente questa solennit si fatto breve, non ci sono scuse per dire: ho da fare, aspetta un attimo... cos facendo, passa la vita. Siamo impegnati a fare regali, ma ricordati che il regalo c gi, Ges. Vorrei essere provocatorio: e se questanno regalassi ai tuoi un vangelo? Il vangelo della tua presenza e del tuo ascolto. Che cosa dobbiamo fare?. Alla predicazione di Giovanni Battista la gente si chiede: Che cosa dobbiamo fare? anche la domanda che sorge nel nostro cuore quando ci guardiamo dentro, quando lasciamo che il silenzio della riflessione evidenzi la nostra sete di felicit e di bene, quando una tragedia ci ridesta alla durezza e alla verit della vita, quando vogliamo prepararci ad un Natale che non resti solleticamento emotivo ma diventi conversione e luce e pace. Che cosa dobbiamo fare? E il mondo ci risponde: Sistemati, lavora, guadagna, riposati, curati, regalati emozioni, lasciati andare, sballa.... Ma queste cose saranno davvero capaci di riempire il cuore? Giovanni risponde in maniera dolce e sorprendente: consigli spiccioli, allapparenza banali, ben diversi dai proclami che ci aspetteremmo, dalle scelte radicali che dovrebbe proferire: condividete, non rubate, non siate violenti... Tutto l? Restiamo stupiti, un po delusi. Giovanni ha ragione: dalle cose piccole nasce laccoglienza. Perch forse anche a voi, come a me, succede di immaginarmi capace di improbabili eroismi: partir come volontario per le missioni estere - e intanto non vedo la mia dirimpettaia anziana sola; andr una settimana in monastero nel silenzio - e intanto non trovo neppure cinque minuti di preghiera al giorno; dedicher del tempo alla riflessione - e non ho neppure il coraggio di depennare qualche riunione dallagenda. Giovanni ha ragione, fai bene ci che sei chiamato a fare, fallo con gioia, fallo con semplicit e diventa profezia, strada pronta per accogliere il Messia. Era normale per i pubblicani rubare, normale per i soldati essere prepotenti, normale per la gente accumulare quel poco che aveva. Giovanni mostra la stessa storia ma vissuta diversamente: sii onesto, non essere prepotente, condividi. Diventa eroico, anche oggi, sii onesto sul lavoro, mite in un mondo di squali, sconcertante nel porre gesti di gratuit. Dio si fa piccolo. Nei piccoli atteggiamenti ne rintracciamo la scia luminosa. https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=47 2015-12-14 IMMACOLATA CONCEZIONE https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=46 2015-12-08 S. Messa Seconda Domenica di Avvento BUONA DOMENICA: Come da tradizione, in questa seconda Domenica del tempo di Avvento, Giovanni Battista il protagonista. E una figura poliedrica. E un personaggio a dir poco straordinario per tutta la ricchezza che racchiude nella sua persona. Eccelle tra tutti proprio perch non pu essere racchiuso in schemi pre-confezionati. Anche lo stesso Ges, parlando del cugino, ha avuto sempre parole di ammirazione e di stupore. Allinizio della odierna pericope troviamo un quadro storico ben delineato. Sono presenti tutti i personaggi della politica imperiale. Si parte dallimperatore fino ad arrivare ai governatori locali. Giovanni non rientra in questa categoria, di lui si dice il nome, la paternit e la sua dimora. Eppure la Parola di Dio si Incarna in Lui, nella sua vita, prende dimora nellesistenza di questo profeta. In questo periodo di avvento, Giovanni diventa il segno dellapertura massima a Dio. E luomo della collaborazione piena. E presentato come un predicatore instancabile, non si risparmia, per s non tiene nulla, tutto per la causa di Dio e del suo progetto, la sua vita tutta per il Signore. Dio, attraverso la profezia di Giovanni, ci invita ad un incontro. Il compito di Giovanni quello di essere il Precursore di Ges. Giovanni realizza questa missione con un appello urgente alla conversione e con una serie di istruzioni pratiche. Ricordiamoci che la conversione un processo graduale di confronto serio con la Parola di Dio. E una rivisitazione totale della propria vita. E una rilettura delle proprie scelte e decisioni alla luce di ci che Dio ci rivela e ci comunica. Linvito rivolto da Giovanni non pu cadere nel vuoto se siamo cristiani seri. Come gi ricordato la settimana scorsa, il momento di riscoprire la Parola di Dio come base della nostra fede. E lora di vivere qualche attimo di meditazione per constatare se tutto quello che diciamo e facciamo in piena sincronia con la volont di Dio. E il tempo utile per dedicarsi alla preghiera, spazio necessario per la formazione cristiana della nostra coscienza. E questa allora loccasione da non perdere per iniziare un metodo preciso al fine di sradicare dalla nostra vita tutte quelle punte di orgoglio e di presunzione che impediscono al Signore di arrivare con la sua Parola a toccare il centro del nostro cuore. Ognuno di noi, che vive la Parola, pu essere un Giovanni Battista per i fratelli che incontra sul proprio cammino. https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=45 2015-12-06 S. Messa Prima Domenica di Avvento Carissimi fratelli e sorelle, il tempo di Avvento, tempo di attesa. Tempo nel quale il nostro cuore si apre per lasciare entrare la Parola di Dio, perch la nostra vita si ridesti e trovi luce e pace. Tempo nel quale la Misericordia di Dio si fa carne. Tempo nel quale ognuno di noi raggiunto dallAmore di Dio. Questo tempo di Avvento assume un colore particolarissimo, perch ci introduce allanno di Grazia che il Giubileo straordinario della Misericordia. Sar questo a guidare la nostra riflessione in ogni attivit. La Misericordia il grande dono dellAmore incondizionato di Dio Padre, che Ges viene a portarci. Lascolto quotidiano della Parola del Signore ci plasma e permette a Ges di farsi carne in noi, come ha fatto nella Vergine Maria. A tutti coloro che accetteranno con il cuore di lasciarsi condurre in questo Avvento della Misericordia dalla Buona Notizia del Vangelo, laugurio di un ascolto profondo ed efficace, perch con fede rinnovata sappiamo essere evangelizzatori di misericordia. Lo sguardo non si fermi solo alla nostra umanit, ma anche a quella di molti fratelli e sorelle che, vivendo le periferie esistenziali del non senso e della lontananza da Dio, ci chiamano ad essere loro vicini con il volto illuminato dalla Speranza che viene dallaver incontrato il Signore Ges. Auguro a tutti un BUON AVVENTO, perch lattesa del bene rende limpida la nostra vita. Auguro a tutti un Buon Natale, perch la venuta del Salvatore, ci faccia essere uomini e donne di speranza. Vi abbraccio e vi benedico con tutto il cuore. Il vostro parroco don Salvatore Accardo https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=44 2015-11-29 S. Messa Cristo Re dell\'Universo 22 novembre 2015 Con la celebrazione di questa domenica, Festa di Cristo re dellUniverso concludiamo lanno liturgico. Buona domenica amici! Non era difficile credere alla potenza di Ges quando comandava alle malattie, ai demoni, alla tempesta, alla morte. Ma per pensare come Re e Dio uno che vinto, schiacciato, ridotto al nulla, bisogna ricorrere a una logica che inverte qualsiasi pensiero umano... https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=43 2015-11-22 S. Messa XXXII Tempo Ordinario https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=42 2015-11-14 Cineforum SE DIO VUOLE ANCHE QUESTANNO RIPROPONIAMO IL CINEFORUM PER INCONTRARSI https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=190 2015-11-05 S. Messa Festa di TUTTI I SANTI Oggi insieme ai bambini abbiamo capito che per noi cristiani importante la Festa di Tutti i Santi e non Hallween https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=41 2015-11-01 Santa Messa del 25-10-2015 https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=40 2015-10-25 S Messa Prime Comunioni 21 giugno 2015 https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=39 2015-06-22 S. Messa SS. TRINITA\' https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=37 2015-06-01 Commedia Teatrale: NU\' BAMBENIELLO E TRE SAN GIUSEPPE IL Gruppo Teatrale della Parrocchia pronto anche questanno ad allietarci con una bellissima Commedia in due Atti di G Di Maio https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=36 2015-05-28 Santa Messa di domenica 17 05 2015 https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=35 2015-05-20 Festa degli Oratori https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=34 2015-05-17 Santa Messa del 10 maggio 2015 Festa della Mamma https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=33 2015-05-11 Santa Messa Domenica 26 04 2015 Santa Messa Domenica 26 04 2015 https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=32 2015-04-27 Santa Messa Domenica 12 04 2015 Santa Messa Domenica 12 04 2015 https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=31 2015-04-14 Pasqua 2015 la Santa Messa Cari amici, come promesso, pubblichiamo la Santa Messa della domenica di Pasqua, un caloroso augurio a tutti Voi, ed ai ns anziani ed ammalati, che non sono potuti venire in chiesa, la pubblicazione soprattutto per loro. https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=29 2015-04-05 Domenica delle Palme Di seguito i filmati ed alcune foto della ns. stupenda giornata https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=28 2015-03-29 Santa Messa 01/03/2015 con assoluto piacere pubblichiamo la Santa Messa domenicale. https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=26 2015-03-01 Santa Messa 08/02/2015 con piacere riusciamo a pubblicare la Santa Messa di Oggi: https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=25 2015-02-08 Santa Messa 01/02/2015 con assoluto piacere questa la nostra messa del 01/02/2015 , un ringraziamento particolare a www.chiesaonline.org, che ci aiuta e supporta. https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=24 2015-02-01 Lectio Divina Gennaio 2015 se clicchi su questo link aprirai laLectio Divina Gennaio 2015 http://parrocchiapreziosissimosangue.it/_download/LECTIODIVINAGENNAIO2015.pdf https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=23 2015-01-01 SS. Messe Natale 2014 SS Messe S Messa delle Notte ore 23.30 ore 7,30-11,00 PALAZZINE ORE 9,00 Vi abbraccio e vi benedico. Con tutto il cuore. Il vostro parroco Don Salvatore Accardo https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=17 2014-12-24 Cineforum per i Bambini https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=20 2014-12-24 Giornata della parola di Dio TUTTI Venerdi ore 18.30 Ascoltiamo meditiamo Preghiamo Viviamo la Parola di Dio https://www.parrocchiapreziosissimosangue.it/dettaglio_news.php?id=15 2014-12-05