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Consiglio Pastorale


CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE
Il Consiglio Pastorale Parrocchiale è un organismo di comunione che, come
immagine della Chiesa, esprime e realizza la corresponsabilità dei fedeli ( presbiteri,
diaconi, consacrati e laici ) alla missione della Chiesa, a livello di comunità cristiana parrocchiale. E’ un luogo dove i fedeli, soprattutto i laici, possono esercitare il dirittodovere loro proprio, di esprimere il proprio pensiero ai pastori e comunicarlo anche agli altri fedeli, circa il bene della comunità cristiana parrocchiale: in tal modo esercitano nella Chiesa la missione regale di Cristo di cui sono stati fatti partecipi con i sacramenti del Battesimo e della Confermazione. Un momento significativo della partecipazione all’azione pastorale della parrocchia si realizza anche mediante il << consigliare nella Chiesa >>, in vista del comune discernimento per il servizio al Vangelo. Il consigliare nella Chiesa non è facoltativo, ma è necessario per il
cammino da compiere e per le scelte pastorali da fare.


2. Il consiglio parrocchiale, in una corretta visione ecclesiologica, ha un duplice fondamentale significato: da una parte rappresenta l’immagine della fraternità e
della comunione dell’intera comunità parrocchiale di cui è espressione in tutte le sue componenti, dall’altra costituisce lo strumento della decisione comune pastorale, dove il ministero della presidenza, proprio del parroco, e la corresponsabilità di tutti i fedeli devono trovare la loro sintesi. I consiglio pastorale è quindi realmente soggetto unitario delle deliberazioni per la vita della comunità, sia pure con la presenza diversificata del parroco e degli altri fedeli. E’ quindi possibile definirlo organo consultivo solo in termini analogici e solo se tale consultività viene interpretata non secondo il linguaggio comune , ma nel giusto senso ecclesiale. I fedeli, in ragione della loro incorporazione alla Chiesa, sono abilitati a partecipare realmente, anzi a costruire giorno dopo giorno la comunità; perciò il loro apporto è prezioso e necessario. Il parroco, che presiede il consiglio e ne è parte, deve promuovere una sintesi armonica tra le differenti posizioni, esercitando la sua funzione e responsabilità ministeriale.


3. Un buon funzionamento del consiglio pastorale non può dipendere esclusivamente dai meccanismi istituzionali, ma esige una coscienza ecclesiale da parte dei suoi membri, uno stile di comunicazione fraterna e la comune convergenza sul progettopastorale. Una buona presidenza richiede al parroco qualità come la disponibilità
all’ascolto, la finezza del discernimento, la pazienza nella relazione. La cura per il
bene comune della Chiesa domanda a tutti l’attitudine al dialogo, l’argomentazione
delle proposte , la familiarità con il Vangelo e con la dottrina e la disciplina ecclesiastica in genere. È inoltre richiesta la necessità di una formazione assidua per coltivare la sensibilità al lavoro pastorale comune e va garantita la continuità, ma anche il ricambio dei membri del consiglio

.4. Il consiglio, consapevole di non esaurire le possibilità di partecipazione corresponsabile di tutti i battezzati alla vita della parrocchia, riconosca, stimi e incoraggi le altre forme di collaborazione, in piena comunione con il parroco per la costruzione della comunità.


5: Il consiglio pastorale si preoccupi di coinvolgere, ascoltare e informare tutta la comunità cristiana a proposito delle principali questioni pastorali inerenti la vita della
parrocchia, ricercando gli strumenti più opportuni ed efficaci, compresa l’assemblea generale parrocchiale che può essere particolarmente utile in sede sia di progettazionesia di verifica.


STATUTO DEL CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE
Natura
 Art. 1. Il Consiglio Pastorale Parrocchiale, costituito in attuazione del : can. 536 del Codice di Diritto Canonico, è l’organo di comunione e partecipazione dei fedeli alla vita della parrocchia e rappresenta l’intera comunità parrocchiale nell’unità della fede e nella varietà dei suoi carismi e ministeri.
Fini
 Art. 2. Il Consiglio pastorale parrocchiale ha i seguenti scopi:
a) riflettere sulla situazione della comunità parrocchiale e di tutta la popolazione
del territorio;
b) individuare le esigenze religiose e sociali della popolazione e proporre ai
pastori gli interventi opportuni;
c) studiare le modalità di attuazione, nell’ambito della parrocchia, del piano
pastorale diocesano e delle direttive del Vescovo e degli organismi pastorali
diocesani;
d) elaborare il progetto di pastorale parrocchiale e farne la verifica nei tempi
stabiliti;
e) favorire la comunione tra i cristiani di diversa formazione culturale, sociale e
apostolica e tra i gruppi ecclesiali, al fine di costituire insieme la comunità
parrocchiale;
f) essere strumento di collegamento e collaborazione con il Consiglio pastorale
foraniale e diocesano.Composizione
 Art. 3. Del Consiglio pastorale parrocchiale fanno parte: il Parroco, che ne è il
presidente, gli altri presbiteri e i diaconi residenti in parrocchia; il segretario ed il
cassiere del Consiglio parrocchiale per gli affari economici.  Inoltre i rappresentanti delle comunità dei catechisti, degli animatori liturgici, della Caritas parrocchiale, delle famiglie, degli educatori; un rappresentante di ogni associazione, gruppo, confraternita e movimento ecclesiale; un rappresentante di ogni comunità religiosa un rappresentante del comitato delle feste.  Di questi consiglieri vengono nominati i sostituti che suppliranno i titolari in casi di inadempimento. Possono pure farne parte altri laici nominati dal parroco, in misura inferiore ad un terzo dell’intero Consiglio.  Il Consiglio elegge tra i suoi componenti laici il Coordinatore.
Sostituzioni
 Art. 4. I consiglieri decadono dall’ufficio in casi di assenza non giustificata a tre
riunioni consecutive.  Nel caso di morte , dimissioni, decadenza, revoca o permanente impossibilità a partecipare alle riunioni di uno o più membri del Consiglio, il Parroco provvede entro quindici giorni a nominare i sostituti, seguendo le indicazioni dell’art.3.  I Consiglieri così nominati rimangono in carica fino alla scadenza del mandato del Consiglio stesso. Riunioni
Art. 5. Il Consiglio pastorale parrocchiale si riunisce ordinariamente una volta al mese in un giorno fisso, nonché ogni volta che il Parroco lo ritenga opportuno o che ne sia fatta a lui richiesta della maggioranza dei Consiglieri.  Alla riunione del Consiglio possono partecipare, su invito del Presidente, anche altre persone.  Di ogni riunione sarà redatto il verbale, che sarà conservato negli archivi della parrocchia. Tale registro sarà visitato dal Vicario Foraneo nella visita annuale alle parrocchie e presentato al Vescovo nella visita pastorale. 

 Compiti del Presidente
 Art. 6. Spetta al Presidente:
a) la convocazione del Consiglio;
b) la determinazione dell’ordine del giorno delle riunioni;
c) la presidenza delle riunioni;
d) la designazione del segretario tra i Consiglieri
Compiti del Coordinatore e del Segretario
 Art. 7. Al Coordinatore spetta il compito di moderare lo svolgimento delle
riunioni del Consiglio.
Il Segretario:
a) trasmette tempestivamente gli avvisi di convocazione alle riunioni;
b) redige sull’apposito registro il verbale di ogni riunione e, nella seduta
successiva, lo legge per l’approvazione del Consiglio e la firma del Presidente;
c) conserva nell’archivio parrocchiale gli atti e i documenti attinenti al Consiglio
e alle Commissioni;
d) tiene i contatti previsti con il Consiglio pastorale foraniale e diocesano e gli
altri organismi pastorali;
e) presenta al Vicario foraneo per il << visto >>, nella visita annuale, il registro
dei verbali;
f) svolge gli altri normali compiti di segreteria.

Funzione del Consiglio
 Art. 8. Il Consiglio pastorale parrocchiale ha funzione consultiva, non
deliberativa: In esso si esprime la collaborazione responsabile dei fedeli nell’attività
parrocchiale, in conformità al can. 212.3.  Il Parroco ne ricercherà e ne ascolterà attentamente il parere e non se ne discosterà se non per gravi motivi.

Convocazione straordinaria
 Art. 9. L’avviso straordinario di. convocazione viene fatto pervenire ai Consiglieri a cura del Segretario e contiene l’indicazione dell’ordine del giorno stabilito dal Presidente e la precisazione del luogo e dell’orario di inizio e termine della riunione stessa.Svolgimento dei lavori
 Art. 10. Lo svolgimento dei lavori del Consiglio viene moderato dal
Coordinatore.
 In apertura di riunione, dopo l’invocazione dello Spirito Santo, viene letto il verbale della riunione precedente; i Consiglieri possono chiedere chiarimenti e rettifiche; dopo, il verbale viene approvato. Si ha cura che quanto programmato nella precedente riunione sia stato attuato secondo le previsioni.  Si passa poi all’esame degli altri punti all’ordine del giorno.  Ogni argomento viene presentato dal relatore incaricato; esaurita la relazione, i Consiglieri possono chiedere la parola per alzata di mano; successivamente il relatore, se è il caso, risponde agli interventi. Di norma, esaurita la discussione, i Consiglieri passeranno alla votazione di valore consultivo su chiari quesiti attinenti all’argomento, formulati dal Presidente d’intesa col relatore.  La votazione ha luogo normalmente per alzata di mano. Il Presidente richiede il voto a scrutinio segreto (con schede), qualora si tratti della scelta di persona e lo ritiene opportuno per altre ragioni: Il verbale riporta per ciascun quesito il risultato: voti favorevoli, contrari, nulli, schede bianche, astenuti.  L’ordine del giorno termina con la voce << varie >>, In riferimento alla quale ogni consigliere può presentare proposte al Segretario, nell’ambito delle competenze del Consiglio, fino all’inizio della riunione. Per ciò che concerne la vita del Vicariato foraneo e della diocesi, copia del verbale viene inviata ogni anno, a cura del Segretario, rispettivamente al Consiglio pastorale foraniale e diocesano.


Commissioni
 Art. 11. Il Consiglio pastorale parrocchiale si articola in Commissioni per
materia, almeno tre: per catechesi, liturgia, carità ed altre secondo le esigenze della
parrocchia.
 Possono fare parte delle Commissioni anche persone che non appartengono al
Consiglio, nominate dal Parroco. Ogni Commissione elegge al suo interno un Segretario, che provvede alla convocazione, previo assenso del Parroco, alla verbalizzazione e a riferire in Consiglio sui lavori della stessa Commissione Assemblea pastorale parrocchiale
 Art. 12. Il Consiglio tiene almeno una volta all’anno un’assemblea aperta a tutti
i parrocchiani e cittadini che desiderano partecipare, per illustrare a tutti le linee
dell’attività parrocchiale ed ascoltare i pareri e suggerimenti. Rinvio e norme generali
 Art. 13. Per quanto non contemplato nel presente statuto si applicano le norme
del diritto generale. Il presente statuto resterà in vigore per un quinquennio.


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