BUONA DOMENICA: E’ la terza volta che Gesù si manifesta ai suoi dopo la risurrezione, e questa manifestazione è densa di avvenimenti e di insegnamenti. Gli Apostoli sono tornati là dove tutto ha avuto inizio, al loro mestiere di prima. Alle parole di Pietro: “vado a pescare” c’è la risposta degli altri “veniamo anche noi”; e poi … notte di fatica, barche vuote, volti delusi. L'ultima apparizione di Gesù è raccontata nel contesto della normalità del quotidiano. Dio non ci cambia la vita come pensiamo noi. Ce la cambia, ma non come pensiamo noi. La "notte", in questi casi, non è solo una notazione temporale, è segno dell'assenza del Signore e del conseguente smarrimento. All'alba un uomo si fece accanto alla stanchezza degli apostoli e alla loro delusione. Egli chiese se avevano del pesce da mangiare; ma quei sette furono costretti a confessare tutta la loro povertà e impotenza. Gesù, che peraltro non avevano ancora riconosciuto, li invitò a cercare altrove: "Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete". Gli apostoli accolsero l'invito e, senza opporre resistenza, sebbene fosse più che ragionevole esprimerla, obbedirono: la pesca fu grande, miracolosa, oltre ogni misura. Di fronte a questa esperienza di fecondità e di gioia, uno dei discepoli, quello che Gesù amava, riconosce la voce e dice agli altri: "E' il Signore!" Ancora una volta, per bocca del discepolo, risuonava agli apostoli l'annuncio della Pasqua, la vittoria del Signore sulla morte. Simon Pietro, nel sentire la vicinanza del Signore, comprese tutta la sua indegnità; si cinse subito i fianchi con una veste, era infatti nudo, si gettò nel lago e corse a nuoto verso Gesù. Gli altri, invece, vennero dietro con la barca trascinando la rete piena di pesci.
Il Vangelo continua presentando una scena conviviale, piena di tenerezza. Gesù fa trovare “un fuoco di brace con del pesce sopra e del pane”. Egli si presenta ancora come uno che serve. Ed è molto bello che chieda: “portate un po' del pesce che avete preso ora”. “Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce”. In questo clima di amicizia e semplicità, seduti attorno a un fuocherello, si svolge il dialogo stupendo tra Gesù e Pietro. Ed è sull'amore che interroga Pietro. Non è un esame, ma solo una triplice affettuosa richiesta, all'uomo che per tre volte l'aveva rinnegato e che ciò nonostante doveva essere la prima pietra della sua Chiesa.
La cosa che più commuove di questa pagina del Vangelo è che Gesù resta fedele alla promessa fatta a Pietro, nonostante Pietro fosse stato infedele alla promessa fatta a Gesù di non tradirlo mai, anche a costo della vita.
La fiducia e il perdono di Gesù fanno di Pietro una persona nuova, forte, fedele fino alla morte. Ogni giorno ci viene chiesto se amiamo il Signore. Ogni giorno, ci viene affidata la cura dei fratelli. Pietro, come ogni credente, non sarà lasciato solo: quell'amore sul quale siamo interrogati impegna il Signore prima che noi. E' lui infatti che ci ha amati per primo e mai più ci abbandonerà, anche quando "un altro ci cingerà la veste e ci porterà dove noi non vorremmo". Quel che conta è la fedeltà.