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4 Domenica di Pasqua

  pubblicata il 18/04/2016

BUONA DOMENICA: Siamo alla quarta settimana di Pasqua! Il brano del vangelo è tratto del lungo discorso di Gesù al capitolo 10 del vangelo di Giovanni, discorso in cui Gesù si definisce come il buon pastore di quelle pecore che il Padre stesso gli ha affidato; un discorso che, a prima vista, ha poca attinenza col mistero della Resurrezione che in queste domeniche celebriamo, ma che in realtà è pienamente pasquale, per via di quelle parole: "Io do loro la vita eterna", parole che indicano in che cosa consiste la resurrezione per ogni uomo che creda in Lui. La vita eterna è partecipazione alla stessa vita di Dio che è la fonte della vita.
E' molto bella questa immagine che Gesù sceglie per parlare della sua relazione con chi gli appartiene. "Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono."; le parole di Gesù indicano la condizione perché lui possa ridonarci al Padre. 
Ora tre verbi caratterizzano il rapporto pastore - pecore: le pecore ascoltano la voce, il pastore le conosce, le pecore lo seguono. 
Ogni giorno siamo sommersi e sollecitati da tante voci. Anzi, spesso le voci diventano brusio, rumore, confusione. Le nostre orecchie, senza volerlo, sono toccate da tanti suoni. Eppure sappiamo riconoscere le voci diverse, quelle di coloro che amiamo. Addirittura capiamo quali sono i loro sentimenti dai toni della voce, dalle pause, dalla forza o dalla tenerezza delle parole. Voci... che ri-conosciamo perché sono di persone che ci conoscono. 
Ora sta a noi ascoltare la voce di Cristo che giunge ancora a noi attraverso la Chiesa che ce ne ripete e consegna la Parola; lasciarsi conoscere da Lui, dove il verbo conoscere, indica l'amore di Dio che ci avvolge e ci trasforma in profondità. Se si è incontrato il Cristo e ci siamo lasciati avvolgere dal suo amore, vien da sè che lo seguiamo per quella stessa via che lui ha percorso, così come le pecore, alla voce del pastore che le chiama, lo seguono. Lo sappiamo, la sequela di Cristo è ardua perché è fatta anche di dolore e di croce, ma è l'unica che garantisca la salvezza, accogliendo in noi il dono della vita eterna, una vita che già possiamo sperimentare nel tempo per la fede, fin da ora; una vita che siamo chiamati e inviati ad annunciare a quanti ancora non la conoscono, o che, nel dubbio, son tentati di ignorare.

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