BUONA DOMENICA LAETARE: Se quello di Luca è chiamato il "Vangelo della misericordia" questo di oggi ne è il manifesto insuperabile, capace di ritrarre l'indicibile vicenda eterna dell'amore del padre per il figlio. Un amore capace di scambiare la pena con la festa di nozze per averlo ritrovato dopo averlo perduto. A fronte di chi, come i farisei, giudica gli altri dall'esterno, Gesù vede il cuore, e guardandolo lo risana perché lo ama. La festa finale nasce e si giustifica proprio dall'amore del padre.
Questa è la parabola del Padre, più che del "figliol prodigo" o del "fratello maggiore". L'obiettivo di questa parabola è precisamente quello di farci cambiare l'opinione che nutriamo su Dio. Il Padre è amore senza condizioni per il figlio peccatore e invito incessante al figlio "giusto" di riconoscere l'altro come fratello. È l'invito, rivolto a ciascuno, di fare come Lui.
Il Padre di cui ci parla la parabola evangelica, come ogni buon Padre, non trattiene il figlio, lo lascia andare. Il figlio cerca la felicità nelle cose, ma si accorgerà che le cose hanno un fondo e che il fondo delle cose è vuoto.
Dal vangelo, possiamo dire che ciò che Dio fa è come il Padre, at-tendere, tendere continuamente verso di noi, rimanere a scrutare l'orizzonte nella speranza di vederci arrivare, di vedere che mettiamo i nostri piedi nella direzione della sua casa. Un Dio che ci at-tende, che tende verso di noi, un Dio rispettoso che si muove verso di noi e si rende presente, ma con delicatezza. La sua at-tesa è un'at-tenzione, una tensione, egli è tutto sbilanciato in avanti proteso verso la speranza di un incontro libero con ciascuno di noi. Il figlio non torna per amore, torna per fame. Non torna perché pentito, ma perché ha paura e sente la morte addosso. Ma a Dio non importa il motivo per cui ci mettiamo in viaggio. È sufficiente che compiamo un primo passo. L'uomo cammina, Dio corre. Infatti: il Padre, avendolo visto da lontano, gli corre incontro... E lo perdona prima ancora che apra bocca, di un amore che previene il pentimento. Il tempo della misericordia è l'anticipo.
Questa quarta domenica di Quaresima, ci ricorda che siamo, soprattutto, "figli dell'amore che perdona". Il perdono; non è una prerogativa umana, esso si trova soltanto nel cuore di Dio " ricco di misericordia"; tuttavia, per chi si mette sulla strada del Cristo, può diventarne capace: capace di ricevere e capace di dare il suo perdono.