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5 Quaresima

  pubblicata il 14/03/2016

BUONA DOMENICA: La Quaresima sta avviandosi alla fine e tra due settimane saremo già nella luce della Pasqua.
Oggi ci lasciamo accompagnare dal racconto dell'evangelista Giovanni che ci riferisce un episodio veramente singolare. Forse, il Vangelo di oggi, sembra strano, lontano dalla nostra esperienza: possibile che la vicenda di una donna adultera, possa interessarci? Che un episodio accaduto 2000 anni fa, possa riguardare anche noi?
Gesù è tornato al Tempio, come aveva fatto anche il giorno prima e in tanti accorrono per ascoltarlo. Mentre sta insegnando ecco arrivare un gruppo di scribi e farisei, i sapienti del Tempio. Essi non stanno arrivando per ascoltare Gesù: sono lì perché hanno preparato una terribile trappola.
Trascinano una donna: è un'adultera, cioè una donna che ha tradito suo marito. Per la Legge quella era una colpa gravissima, da punire con la morte. Ed infatti gli scribi e i farisei chiedono a Gesù: "Maestro, questa donna è stata colta in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella legge, ci ha comandato di lapidare tali donne; tu che ne dici?"
Si rivolgono a Gesù chiamandolo Maestro, ma intanto stanno pronti per coglierlo in errore e poterlo accusare! Non è una domanda onesta, perché in realtà non gliene importa proprio nulla del parere di Gesù: aspettano solo di sentire che cosa dirà, per poterlo accusare davanti a tutta la folla. 
Infatti, se Gesù dice di sì, che è giusto lapidare quella donna, allora è come se stesse rinnegando tutto quello che ha insegnato sul perdono e la misericordia. Se invece risponde di no, che non è giusto lapidarla, allora potranno gridare che è un blasfemo, uno che offende la Legge di Mosè.
Gesù non sembra per nulla preoccupato dalla loro domanda. Si limita a chinarsi verso terra e si mette a disegnare con il dito nella terra battuta. Ma poiché insistono nell’interrogarlo, si alza e dà una risposta perfetta: "Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei".
È riuscito a non cadere nella trappola: volevano che pronunciasse un sì o un no, e lui non è stato al loro gioco, impedendogli di arrestarlo o di accusarlo.
Ma non basta: li ha anche messi nella condizione di non poter più lapidare quella donna che avevano trascinato lì davanti a lui! È come se li avesse invitati: Potete sicuramente lapidarla, a condizione che a lanciare le pietre siano quelli che non hanno mai peccato. 
Chi può dire, in piena coscienza, io non ho mai peccato? Chi, se si guarda dentro, può dirsi: non ho mai fatto nulla di male, mai una bugia, mai un po' di vanità,... Nessuno di noi, se è onesto con se stesso, può sentirsi a posto, senza nessuna colpa, senza nessun peccato. L'invito è di entrare in noi stessi, perché è dentro l'uomo che avviene la vera liberazione. Solo entrando in noi e riconoscendo i nostri peccati, possiamo cambiare la realtà. La vera liberazione, la vera rivoluzione cristiana, nasce dal di dentro.Quindi, anche se Gesù ha dato il permesso di scagliare la prima pietra, in realtà nessuno può compiere questo gesto. Gesù li ha guardati uno per uno, prima di pronunciare la sua risposta e tra gli scribi e i farisei, c'è sicuramente chi si domanda: - Mi ha letto nel cuore? Sa che cosa ha fatto di nascosto da tutti? 
È bello il particolare che annota l'evangelista Giovanni: scribi e farisei si allontanano, in silenzio, senza commentare, ma i primi ad andare via sono i più anziani, perché hanno acquistato la saggezza necessaria a riconoscere i propri errori, sono più consapevoli di non essere senza peccato. Così, lentamente, il cortile del Tempio si svuota; restano solo Gesù e la donna, che se ne sta lì ancora tremante di paura.
Ora che sono soli, Gesù si alza in piedi e le chiede con voce bassa e calma: "Donna, dove sono quei tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannata?" Lei alza la testa, si guarda intorno, e si accorge che sono andati via tutti. Perciò risponde: "Nessuno, Signore." Allora il Maestro e Signore la rassicura: "Neppure io ti condanno; va' e non peccare più".
Attenzione, non le dice: - Poverina, non fa niente... Le ricorda che quello che ha commesso è un peccato, lo è davvero, non si può fare finta che non sia così. Ma al tempo stesso la invita a cambiare, a non restare bloccata dal peccato: "Va' e non peccare più." Le offre la possibilità di ricominciare; ciò che sta dietro non importa, importa il bene possibile domani. Gesù sa bene che solo uomini e donne liberati e perdonati possono dare ai fratelli libertà e perdono.

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