BUONA DOMENICA: Celebriamo la festa dell'Eucaristia, la solennità del Corpo e Sangue del Signore, che Egli ha istituito nell'Ultima Cena. Il Vangelo di questa domenica, sembra, a prima vista, discostarsi dal tema dell'eucaristia; esso ci rimanda, infatti, al miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, episodio notissimo ma che, sembra esser lontano da quell'ultima cena di Pasqua, consumata da Gesù a Gerusalemme. In realtà, anche il racconto di Luca parla, a suo modo, di una cena, un banchetto improvvisato, in una zona deserta, per commensali abbastanza inusuali, poveri non solo economicamente, ma anche a causa della malattia, spesso emarginante; poveri nella loro dignità non riconosciuta, e poveri di punti di riferimento validi per una esistenza capace di guardare e di orientarsi verso il punto più alto, che è la conoscenza, la comunicazione e la comunione con Dio; ed è di Dio, e del regno di Lui, che il Maestro parla, finché non giunge il crepuscolo ed è necessario, anche, prender cibo e riposo.
La soluzione prospettata dai discepoli è semplice e immediata: «Congeda la folla, perché vada nei villaggi e nelle campagne d'intorno per alloggiare e trovar cibo.», ma l'attenzione all'altro, l'amore per il prossimo, che tanto sta a cuore a Dio, non si realizza allontanando chi è nel bisogno, essa, al contrario, si attua nel dono, un dono che impegna in prima persona ed esige che ci si spenda per gli altri; ecco il comando di Gesù che leggiamo: «Dategli voi stessi da mangiare». Il Vangelo di oggi anticipa l'incredibile miracolo dell'Eucarestia quando, a proposito di quei pochi pani destinati a sfamare la folla, recita: «Allora egli prese i cinque pani e i due pesci e, levati gli occhi al cielo, li benedisse, li spezzò e li diede ai discepoli... »: è lo stesso gesto che ritroveremo nel cenacolo, quando Gesù, "preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: «Questo è il mio corpo che è dato per voi. Fate questo in memoria di me»”. Vorrei far notare che in nessun Vangelo compare il verbo "moltiplicare", eppure questo brano di Luca e quelli degli altri evangelisti, vengono comunemente identificati come miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci.
Che si tratti di miracolo non c'è dubbio. Ma qui il vero miracolo non è il moltiplicare, ma il donare e il condividere. Il pane offerto da Gesù non è frutto di moltiplicazione, ma di donazione.
E' l'Eucarestia che oggi la Chiesa ci invita a mettere al centro della nostra riflessione, non semplicemente la ripetizione di un rituale antico, ma è il momento forte del coinvolgimento profondo nella missione stessa del Redentore, il quale, guardando le folle affamate, e non solo del cibo corporale, dice ai discepoli: «Dategli voi stessi da mangiare».