BUONA DOMENICA: Dopo aver contemplato domenica scorsa Gesù nel deserto tentato dal diavolo, oggi, per incoraggiare il nostro cammino verso la Pasqua, ci è posto dinanzi Gesù in tutta la sua luce radiosa. E' un anticipo della sua e nostra resurrezione, meta finale di ogni cristiano. Tutti e tre i Sinottici narrano l'episodio della Trasfigurazione. Luca ha di particolare che lo racchiude nel clima della preghiera. Durante la preghiera il suo volto diventa luminoso e la sua veste candida e sfolgorante. Pregare trasforma. Pregare cambia il cuore, tu diventi ciò che contempli, ciò che ascolti, ciò che ami, Colui che preghi: è nel contatto con il Padre che la nostra realtà si illumina, e appare in tutta la sua lucentezza e profondità. E' la preghiera il luogo della Trasfigurazione. In Lui il Padre mostra la sua gloria, che è irradiazione luminosa della presenza di Dio. Il volto! Vedere il volto di Dio penso che sia l'anelito profondo, forse inconscio ma reale, di ogni essere umano, creato a sua immagine, creato per Lui. Già nell'Antico Testamento si ode questo grido: "Il tuo volto Signore io cerco...non nascondermi il tuo volto" (Salmo responsoriale, 26,8-9). E ancora, Dio rispose alla richiesta di Mosè: "Tu non potrai vedere il mio volto, perché nessun uomo può vedermi e restare vivo" (Es. 33,20). Ma Dio si rivela, si mostra nel Figlio che è immagine del Padre. Mosè ed Elia apparsi nella gloria rappresentano la Legge e i Profeti; parlano con Gesù, perché in Lui è il compimento della Legge e dei Profeti, compimento che avviene mediante la sua morte e resurrezione. Proprio di questo parlano: del suo "esodo", del suo ritorno al Padre, potremo dire che parlano del compimento del mistero pasquale a Gerusalemme. Gerusalemme è la città santa, verso la quale Gesù è incamminato per realizzare in pienezza il disegno del Padre. La visione è breve. Pietro non fa in tempo ad esprimere il suo desiderio, che i due si separano da Gesù. E' bello rimanere nella gloria! E' bello rimanere in quella che sarà l'ultima, definitiva dimora, rimanere nella gloria di Dio. Pietro non sapeva quello che diceva e i discepoli dalla luce passeranno rapidamente nell'ombra, perché "una nube li avvolse"...ed "ebbero paura". Anche la nube è simbolo della presenza del Dio. La nube guidava il popolo di Dio nel deserto. "Adombrare" è il verbo usato da Luca nell'Annunciazione; dalla nube uscì la voce del Padre come al battesimo di Gesù. "Questi è il Figlio mio, l'eletto. Ascoltatelo!" Mentre al battesimo il Padre si rivolgeva al Figlio, dicendo: "Tu sei mio Figlio...", ora si rivolge ai discepoli con l'ordine di ascoltarlo. Qui culmina la scena paradisiaca con il verbo ascoltare che tantissime volte risuona nella Bibbia: Shemà Israel! Ascolta Israele! E' la preghiera che il pio ebreo ancora oggi rivolge tre volte al giorno al Signore. Ascoltare significa anche mettere in pratica, obbedire, fare la volontà del Padre come la compie il Figlio diletto fattosi servo. Appena la voce cessò, Gesù restò solo. In Lui la Legge e i Profeti hanno trovato il loro vertice. Quella voce, non solo si è fatta Parola vivente, ma si è incarnata proprio per compiere la volontà del Padre, per realizzare il suo disegno di amore sull'umanità, per salvarci e farci passare con Lui attraverso la passione, la croce e la morte per entrare definitivamente con la resurrezione nella gloria del Padre. Quella gloria che i tre discepoli privilegiati hanno potuto gustare anticipatamente nella Trasfigurazione. Questa è la meta, questa è la scelta: o lasciarsi trasfigurare dalla gloria di Cristo morto e risorto, o sprofondare nelle tenebre della perdizione.