BUONA DOMENICA: "Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo"(At 2,1). Erano passati cinquanta giorni dalla Pasqua e i discepoli stavano radunati, come ormai abitualmente facevano, nel cenacolo.
Quel cinquantesimo giorno dopo la Resurrezione fu un giorno decisivo per i discepoli, che avrebbe cambiato radicalmente la loro vita e cambiato anche il corso della Storia attraverso l'opera della Chiesa, nata appunto dallo Spirito Santo, come via privilegiata di salvezza per tutti gli uomini, di ogni tempo e di ogni cultura.
Recita il testo degli Atti: "Venne all'improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbattè impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo, e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi." Sono i segni di una grande teofania, segni con i quali Dio manifesta la sua presenza straordinaria, nella persona divina dello Spirito, quello Spirito di cui Cristo, prima della sua ascensione al Padre aveva detto: "Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall'alto".
Ora quello Spirito riempie il cenacolo e ricolma della sua potenza e dei suoi doni i discepoli, che dovranno continuare nel mondo la missione di Gesù, con l'annuncio del Vangelo di salvezza e il perdono dei peccati.
Ma c'è una condizione imprescindibile, perché il dono dello Spirito raggiunga l'uomo, e di questa condizione ci parla lo stesso Gesù nel passo del Vangelo. Questa condizione è l'amore: «Se mi amate, il Padre stesso vi amerà e vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre...». Gesù preannuncia loro il fuoco dello Spirito, ovvero quella forza interiore che porta alla ricerca della conoscenza e alla comprensione. Solo attraverso queste i discepoli potranno capire gli insegnamenti di Gesù e diffonderli al mondo. Lo Spirito sarà al loro fianco come un avvocato difensore, capace di suggerire cosa e come dire, di incoraggiare e stimolare nel momento più difficile e, se necessario, di prendere egli stesso la parola per far valere meglio la giustizia. La condizione è che vi sia la volontà da parte di ciascuno nell'aderire e nel seguire i suoi insegnamenti, che non sono parola d'uomo, ma parola di Dio. Lo Spirito è Dio stesso e dimora in noi: "Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui."
Da quel lontano giorno, quando fu solennemente effuso sulla piccola Chiesa nascente, lo Spirito è sempre al fianco di ogni uomo che crede, di ogni uomo che desidera questo ineffabile dono; e, come allora lo Spirito trasformò i primi discepoli, oggi trasforma noi e ci fa rinascere, ci rinnova interiormente, ci dà la forza di uscire dal chiuso dei nostri egoismi e dalle nostre meschinità, per aprirci totalmente a Dio e ad ogni uomo che ha bisogno di esser raggiunto dalla sua luce, dalla sua grazia e dalla sua Parola che salva, quella Parola che è verità: la Verità che ci fa liberi.
Buona Pentecoste