BUONA PASQUA: Il vangelo inizia narrando che Maria di Magdala si recò di buon mattino quand'era ancora buio. Sono due frasi opposte: "di buon mattino" vuol dire luce. "Quand'era ancora buio" vuol dire buio, notte. Apparentemente sono una contraddizione. In realtà esprimono i due aspetti di un unico evento: nel cuore di quella donna e dei discepoli, tutto era finito, e per questo era davvero buio. Ma stava per accadere qualcosa di unico. “…e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!»”. Alla notizia delle donne che raccontano che il corpo di Gesù è stato portato via, Giovanni e Pietro vanno di corsa al sepolcro e trovano la tomba vuota. E' proprio entrando in quel luogo che Giovanni "Vide e credette". Bastava un sepolcro vuoto perché tutto si risolvesse? Credo che non fu così facile. Anche nel momento delle sofferenze più dure, Giovanni rimane vicino al suo maestro. La ragione non comprende, ma l'amore aiuta il cuore ad aprirsi e a vedere. È l'intuizione dell'amore che permette a Giovanni di vedere e di credere prima di tutti gli altri. La gioia di Pasqua matura solo sul terreno di un amore fedele. Un'amicizia che niente e nessuno potrebbe spezzare. Giovanni, non solo vedrà ma inizierà a capire. Egli ha vissuto per intero il dramma della Pasqua, essendo molto vicino al suo maestro. Ci sembra perciò inammissibile un'affermazione del genere: "Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura". Eppure era proprio così: non meravigliamoci allora di constatare l'ignoranza attuale, per molti versi simile. Il mondo di Dio, i progetti di Dio sono così diversi che ancor oggi succede che anche chi è più vicino a Dio non capisca e si stupisca degli avvenimenti.
Resurrezione allora è poter cogliere l'invisibile nel visibile. Ma ci servono degli "occhi speciali", gli occhi della fede, quegli occhi che varcano la soglia della materia, per cogliere la vera realtà delle cose. Con la resurrezione di Gesù, noi affermiamo: Dio è qui. L'Invisibile si trova nel visibile. Bisogna solo cercarlo, bisogna solo conoscerlo, bisogna solo scovarlo.
La fede è poter fidarsi perché in tutto ciò che succede noi siamo sostenuti; in tutto ciò che ci succede c'è Dio.
Nel giorno di Pasqua voglio fare gli auguri a tutti prendendo in prestito le parola di Klaus Hemmerle (1929-1994), vescovo di Aquisgrana, in Germania.
Io auguro a noi occhi di Pasqua
capaci di guardare
nella morte fino alla vita
nella colpa fino al perdono,
nella divisione fino all’unità,
nella piaga fino allo splendore,
nell’uomo fino a Dio,
in Dio fino all’uomo,
nell’io fino al tu.
E insieme a questo, tutta la forza della Pasqua! Auguri.