BUONA DOMENICA: Come da tradizione, in questa seconda Domenica del tempo di Avvento, Giovanni Battista è il protagonista. E' una figura poliedrica. E' un personaggio a dir poco straordinario per tutta la ricchezza che racchiude nella sua persona. Eccelle tra tutti proprio perché non può essere racchiuso in schemi pre-confezionati. Anche lo stesso Gesù, parlando del "cugino", ha avuto sempre parole di ammirazione e di stupore. All'inizio della odierna pericope troviamo un quadro storico ben delineato. Sono presenti tutti i personaggi della politica imperiale. Si parte dall'imperatore fino ad arrivare ai governatori locali. Giovanni non rientra in questa categoria, di lui si dice il nome, la paternità e la sua dimora. Eppure la Parola di Dio si Incarna in Lui, nella sua vita, prende dimora nell'esistenza di questo profeta. In questo periodo di avvento, Giovanni diventa il segno dell'apertura massima a Dio. E' l'uomo della collaborazione piena. E’ presentato come un predicatore instancabile, non si risparmia, per sé non tiene nulla, tutto per la causa di Dio e del suo progetto, la sua vita è tutta per il Signore. Dio, attraverso la profezia di Giovanni, ci invita ad un incontro. Il compito di Giovanni è quello di essere il Precursore di Gesù. Giovanni realizza questa missione con un appello urgente alla conversione e con una serie di istruzioni pratiche. Ricordiamoci che la conversione è un processo graduale di confronto serio con la Parola di Dio. E' una rivisitazione totale della propria vita. E' una rilettura delle proprie scelte e decisioni alla luce di ciò che Dio ci rivela e ci comunica. L'invito rivolto da Giovanni non può cadere nel vuoto se siamo cristiani seri. Come già ricordato la settimana scorsa, è il momento di riscoprire la Parola di Dio come base della nostra fede. E' l'ora di vivere qualche attimo di meditazione per constatare se tutto quello che diciamo e facciamo è in piena sincronia con la volontà di Dio. E' il tempo utile per dedicarsi alla preghiera, spazio necessario per la formazione cristiana della nostra coscienza. E' questa allora l'occasione da non perdere per iniziare un metodo preciso al fine di sradicare dalla nostra vita tutte quelle punte di orgoglio e di presunzione che impediscono al Signore di arrivare con la sua Parola a toccare il centro del nostro cuore. Ognuno di noi, che vive la Parola, può essere un Giovanni Battista per i fratelli che incontra sul proprio cammino.