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S. Messa Terza di Avvento

  pubblicata il 14/12/2015

BUONA DOMENICA: Terza Domenica di Avvento, domenica Gaudete! 
Manca poco al Natale. Il tempo per prepararsi e vivere santamente questa solennità si è fatto breve, non ci sono scuse per dire: ho da fare, aspetta un attimo... così facendo, passa la vita. Siamo impegnati a fare regali, ma ricordati che il regalo c'è già, è Gesù. Vorrei essere provocatorio: e se quest'anno regalassi ai tuoi un vangelo? Il vangelo della tua presenza e del tuo ascolto.
"Che cosa dobbiamo fare?".
Alla predicazione di Giovanni Battista la gente si chiede: "Che cosa dobbiamo fare?" è anche la domanda che sorge nel nostro cuore quando ci guardiamo dentro, quando lasciamo che il silenzio della riflessione evidenzi la nostra sete di felicità e di bene, quando una tragedia ci ridesta alla durezza e alla verità della vita, quando vogliamo prepararci ad un Natale che non resti solleticamento emotivo ma diventi conversione e luce e pace.
"Che cosa dobbiamo fare?" E il mondo ci risponde: "Sistemati, lavora, guadagna, riposati, curati, regalati emozioni, lasciati andare, sballa...". Ma queste cose saranno davvero capaci di riempire il cuore? 
Giovanni risponde in maniera dolce e sorprendente: consigli spiccioli, all'apparenza banali, ben diversi dai proclami che ci aspetteremmo, dalle scelte radicali che dovrebbe proferire: "condividete, non rubate, non siate violenti..." Tutto lì? Restiamo stupiti, un po' delusi.
Giovanni ha ragione: dalle cose piccole nasce l'accoglienza. Perché forse anche a voi, come a me, succede di immaginarmi capace di improbabili eroismi: partirò come volontario per le missioni estere - e intanto non vedo la mia dirimpettaia anziana sola; andrò una settimana in monastero nel silenzio - e intanto non trovo neppure cinque minuti di preghiera al giorno; dedicherò del tempo alla riflessione - e non ho neppure il coraggio di depennare qualche riunione dall'agenda.
Giovanni ha ragione, fai bene ciò che sei chiamato a fare, fallo con gioia, fallo con semplicità e diventa profezia, strada pronta per accogliere il Messia.
Era normale per i pubblicani rubare, normale per i soldati essere prepotenti, normale per la gente accumulare quel poco che aveva. Giovanni mostra la stessa storia ma vissuta diversamente: sii onesto, non essere prepotente, condividi.
Diventa eroico, anche oggi, sii onesto sul lavoro, mite in un mondo di squali, sconcertante nel porre gesti di gratuità.
Dio si fa piccolo. Nei piccoli atteggiamenti ne rintracciamo la scia luminosa.

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