BUONA DOMENICA: La lettura evangelica di questa terza domenica del Tempo Ordinario riporta, nella sua prima parte (Lc 1,1-4), le parole iniziali del vangelo di Luca. In quest'anno sarà proprio questo evangelista che ci accompagnerà di domenica in domenica, quasi prendendoci per mano, perché cresca in noi la conoscenza e l'amore per il Signore. Luca non ha voluto esporre un discorso su Gesù o sulla sua dottrina; ha invece narrato la vicenda dell'amore di Gesù per tutti gli uomini e le donne che incontrava, soprattutto i deboli, i poveri e i malati. L'evangelista - lo dice fin dall'inizio - parla di quegli «avvenimenti successi tra noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni fin da principio e divennero ministri della parola» (v. 2). Narra perciò dei fatti; fatti di misericordia.
Tutto questo lo fa dedicando il testo a un "personaggio", dicendo che è per un certo " illustre Teofilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto".
Ma chi sarà mai questo Teofilo di cui non si sente più parlare nel Vangelo? A chi si starà realmente rivolgendo Luca? In realtà non sappiamo se Teofilo è un personaggio vero e proprio, in ogni caso porta senz'altro un nome simbolico che rappresenta miliardi di persone. Proprio perché colto e molto acuto, Luca ha pensato di racchiudere tutti gli "amici di Dio" in un unico termine e, non potendo scrivere i nomi di tutti quelli che Gesù lo hanno conosciuto e sono stati catturati dalla bellezza delle sue parole e dalla grandezza del suo amore, ha ben pensato di utilizzare il nome greco di Teofilo (che significa Teo = "di Dio" Filo = "amico", quindi "amico di Dio") per racchiudere tutti quelli che nei secoli sentono Gesù come amico e, allo stesso tempo, sono accolti come tali.
Quindi Luca sta parlando anche a noi e sta dicendo che, attraverso tutta la sua raccolta di informazioni, possiamo renderci conto della solidità degli insegnamenti che abbiamo ricevuto, cioè che le parole e i gesti di Gesù non hanno un termine o una scadenza di tempi, ma sono solide nei secoli e possono parlarci in ogni momento della nostra vita.
Allora ecco che la seconda parte del testo, Gesù torna a Nazareth nei luoghi della sua infanzia. Luca descrive la sua entrata nella sinagoga: "secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga. Queste parole lasciano intravedere un Gesù quotidiano, che fa le cose che "era solito fare".
Solo che, in questo caso, si alza e legge un brano per niente scontato. E' un testo del profeta Isaia che parla di lui e Egli, declamandolo nella sinagoga, vuole far capire ancora meglio che quel testo si sta compiendo nella sua persona:
"Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio..." a liberare gli oppressi, a far vedere i ciechi, a perdonare i peccati... e, dopo aver letto questo e riconsegnato il rotolo all'inserviente, si siede. Sembra una cosa da niente, normale dopo aver letto, il mettersi seduto; in realtà era quello il gesto che ora il maestro stava per parlare!
Da subito Gesù sgombra tutti i dubbi su ciò che è venuto a fare: è qui per togliere via dall'uomo tutto ciò che ne impedisce la fioritura, perché sia chiaro a tutti che cosa è il regno di Dio. E si schiera dalla parte degli ultimi, mai con gli oppressori. Gesù non è venuto per riportare i lontani a Dio, ma per portare Dio ai lontani, a uomini e donne senza speranza. Il primo sguardo di Gesù non si posa mai sul peccato della persona, il suo primo sguardo va sempre sulla povertà e sul bisogno dell'uomo. La buona notizia di Gesù non è neppure il perdono dei peccati. La buona notizia è che Dio è per l'uomo, mette la creatura al centro. Un Dio sempre in favore dell'uomo e mai contro l'uomo. Infatti la parola chiave è "libertà-liberazione".
Quindi Gesù fa capire che è lui il Maestro da ascoltare, che "OGGI si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato". Ma l'oggi è anche il nostro oggi! Gesù ci sta dicendo che la Sua Parola è talmente salda e forte che libera dall'oppressione, alleggerisce da ogni pensiero che ci appesantisce. Questo miracolo si rinnova ogni giorno all'ascolto della Parola. Ogni volta che la Parola viene letta e ascoltata, è Lui che la proclama nei cuori di chi ascolta.
Nella sinagoga di Nazareth è allora l'umanità che si rialza e riprende il suo cammino verso il regno di Dio.