BUONA DOMENICA: La Liturgia della XI domenica del tempo ordinario ci presenta una pagina splendida del Vangelo di Luca.
Gesù è invitato a mangiare da uno dei farisei. Accettare l'invito, entrare in casa, mettersi a tavola con lui... per Gesù è naturale il farlo, da parte sua non ci sono pregiudizi di alcun genere. Chi invita Gesù, deve sapere che va incontro a sorprese, perché dove sta lui sono possibili tutti gli incontri. E infatti arriva una donna, conosciuta da tutti in città come peccatrice, una donna coraggiosa che va dritta allo scopo senza guardarsi intorno. Si accosta a Gesù e piange sui suoi piedi lacrime di dolore, li asciuga con i capelli e poi li bacia, versandovi olio profumato. Un omaggio femminile notevole!
Dalla descrizione dell'Evangelista, la figura di questa donna acquista una luce di femminile grandezza che fa dimenticare la sua colpevolezza. La donna è andata da Gesù, ma non gli ha parlato se non attraverso i suoi gesti e le sue lacrime, che hanno svelato l'amore che aveva nel cuore e il desiderio di amare. Gesù ha letto i suoi gesti e l'ha perdonata, l'ha liberata dal peso che portava nel cuore; a quanti non compresero le ragioni del perdono, Gesù spiega ricordando che il legame d'amore che ci unisce a Lui è più grande di qualsiasi cosa e che il perdono è per tutti coloro che sentono la nostalgia di stare in amicizia con Lui. Dai piedi di Gesù, la donna ricomincia a vivere, una vita fatta nuova dalla fede. Senza questa consapevolezza d'esser peccatore, l'uomo, resta invischiato nel suo peccato, il più subdolo: quale è la superbia della vita.
Un tale atteggiamento di sincerità con se stessi, e di umiltà nei confronti di Dio, è necessario perché esso fa parte della nostra realtà umana e, riconoscendolo, ci libera da ogni illusione di vana grandezza.
Il fariseo è l'uomo a cui piace la presenza di Gesù, ma non vuole che gli sconvolga la vita e la coscienza. Gesù entra nella sua casa, ma non nella sua vita e nemmeno nel suo cuore; vede in Gesù la parte umana della presenza e si ferma lì, Il fariseo pensa tra sé che Gesù sia ignaro della vita di quella donna. Infatti se fosse un profeta, lo saprebbe e non le permetterebbe di toccarlo. Se si fa toccare, vuol dire che lui non è un profeta. Gesù non ha ancora parlato, ma a questo punto interviene, rispondendo al silenzio loquace del fariseo che prende nome. «Simone, ho una cosa da dirti», Gesù racconta la parabola dei due debitori: «Un creditore aveva due debitori: l'uno gli doveva cinquecento denari, l'altro, cinquanta. Non avendo essi da restituire, condonò il debito, a tutti e due. Chi dunque di loro lo amerà di più?». Apparentemente è la donna colei che ha contratto un debito maggiore, ma il suo amore, e le sue lacrime la risanano. Simone, che credendosi giusto, giudica inesorabilmente gli altri, resta nella povertà della sua mancanza d'amore: "... tu non mi hai dato l'acqua, per i piedi, gli rimprovera Gesù, lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi. Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato".
La fede e l'amore sono le due grandi forze, che consentono all'uomo di conoscere Dio ed entrare in comunione con Lui, una comunione crescente, che esige un incessante cammino da un mondo che, con i suoi "idoli" e le numerose situazioni di "peccato", tenta di allontanarci da Lui.