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XXX DOMENICA TEMPO ORDINARIO

  pubblicata il 24/10/2016

BUONA DOMENICA: Anche questa domenica il Vangelo ci propone una parabola, una parabola che nasce da una motivazione: "In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l'intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri".
Racconta una storia, molto breve, di due uomini che decidono di andare al Tempio a pregare. Due persone molto diverse tra loro: uno è un fariseo e l'altro un pubblicano. I farisei erano studiosi della Scrittura, super osservanti della Legge di Mosè. I farisei conoscevano ogni dettaglio delle indicazioni di comportamento presenti nella Legge e le osservavano tutte con grandissimo scrupolo, attenti a non infrangere nemmeno la più piccola delle indicazioni. Volevano essere perfetti e, quasi, erano convinti che prima o poi il Signore Dio avrebbe fatto loro i complimenti per tanta bravura.
I pubblicani erano esattori delle tasse, cioè uomini che lavoravano per i romani, per cui queste persone erano considerate dei traditori, degli imbroglioni, dei "venduti" al potere politico. Questo pubblicano che va al tempio si rende conto che la sua vita non è proprio come il Signore vorrebbe, ed è per questo che si batte il petto chiedendo perdono a Dio e chiedendogli pure aiuto per cambiare il suo modo di vivere. 
Gesù nella parabola, ci racconta invece che il fariseo, nella sua preghiera al tempio, ringrazia il Signore di non essere come gli altri uomini ladri, ingiusti; uomini che non digiunano, uomini che non pagano le tasse. L'elenco che il fariseo fa, di fronte a Dio, è corretto. Qual è allora, il problema del fariseo? Semplice, dice Gesù, è talmente pieno della sua nuova identità spirituale, talmente consapevole della sua bravura, talmente riempito del proprio Io, che non c’è posto per Dio.
Anche il pubblicano, in effetti, durante la preghiera sta parlando di sé: sta riconoscendo di essere un peccatore e invoca la pietà di Dio su di lui.
Ora, sentite come conclude la parabola Gesù: "Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato".
E' proprio una bella lezione di vita per noi questa frase! Pensate un po' ... il fariseo, che credeva di essere il più giusto di tutti se ne ritorna a casa con due peccati in più, di superbia e di giudizio, mentre l'altro viene perdonato da Dio! Perché la logica di Dio è diversa dalla nostra!
Più leggiamo il Vangelo, più scopriamo che a Gesù non piacciono le classifiche, le graduatorie, i confronti... Agli uomini e alle donne di ogni luogo ed ogni tempo, piace tantissimo fare le classifiche; quasi non riusciamo a fare a meno di provare a stabilire chi è il più bravo, il più importante, il più famoso. Il pubblicano ha avuto il perdono del Signore perché ha riconosciuto la sua piccolezza davanti alla grandezza di Dio e si è affidato a Lui.

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