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XXXII TEMPO ORDINARIO

  pubblicata il 06/11/2016

BUONA DOMENICA: La liturgia di questa Domenica ci offre l'occasione per riflettere su un tema molto importante: la vita eterna.
Nel Vangelo un gruppo di sadducèi, persone influenti della società palestinese del tempo, interrogano Gesù proprio sulla vita dopo la morte.
Chi erano i sadducei? Erano osservanti, studiosi della legge ed erano aristocratici. Erano ricchi e per questo occupavano posti di potere. Ai sadducei, uomini ricchi, interessava il potere sotto tutti i punti di vista. 
Per questo motivo i Sadducei erano in contrasto con i farisei.
Ma c'è un motivo ancora più profondo. I Sadducei affermano che non c'è risurrezione perché, nei primi cinque libri della Bibbia che formano la Torah, questa parola non esiste. 
Presentano a Gesù un fatto: la storia di una donna che per sette volte diventa sposa di sette fratelli perché ognuno di loro, dopo averla sposata, muore lasciandola ogni volta vedova e senza figli. 
La vita, l'eternità, era data dai figli. Per questo, una donna che non dava alla luce un bambino era considerata maledetta e poteva essere ripudiata dal marito stesso.
Alla questione presentata dai Sadducei, Gesù risponde dicendo che " quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio".
La risposta di Gesù, non fa riferimento all'immaginario racconto, ma colpisce e scardina immediatamente questa visione religiosa della vita e della morte così banale e meschina, e lo fa appellandosi sì all'insegnamento di Mosè, ma non a quello che regola i rapporti umani, bensì a quello che rivela chi sia il vero Dio. Risponde Gesù: "Che poi i morti risorgano lo ha indicato anche Mosè, a proposito del roveto, quando dice: Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui".
Gesù parla di coloro che accolgono la sua Parola, di coloro che con la loro vita costruiscono il regno che lui è venuto a portare su questa terra. Vivere per Dio, con Dio, di Dio, in un profondo legame d'amore con Lui, questa è la vita eterna, questa è la motivazione profonda della resurrezione, che non è un prolungamento della vita terrena, ma è vivere l'Altro e l'Oltre che Dio ci dona e che Cristo ci ha assicurato con la sua incarnazione, morte, e resurrezione.
Allora anche noi siamo costruttori di questo regno, un regno dove non esiste la morte!

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