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XXXIII TEMPO ORDINARIO

  pubblicata il 13/11/2016

BUONA DOMENICA: L'anno liturgico sta avviandosi verso la conclusione e la liturgia ci esorta a riflettere sulle "cose ultime". 
Il brano evangelico di Luca sottolinea il tema della "fine dei tempi", ma il linguaggio escatologico usato dall'evangelista non sta ad indicare letteralmente il crollo delle costruzioni e la fine della terra. Con esso si vuole indicare la fine del nostro mondo, la fine cioè di un certo modo di concepire la vita, la fine di comportamenti che obbediscono a certi ideali, a certe priorità lontane dalla giustizia e dal Vangelo. In tale prospettiva, ogni generazione sperimenta il confronto con la dimensione escatologica della vita, nel senso che deve confrontarsi con la fine del mondo in cui vive, pensa, opera, progetta.
Gesù prende spunto dalla maestosa bellezza del tempio di Gerusalemme, che doveva suscitare orgoglio e sicurezza tanto che il vangelo incomincia appunto con: “mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi”, per richiamare nei discepoli la radicalità dell'impegno evangelico. 
Gesù osserva che, come tutte le cose umane, anch'esso cadrà, anzi " non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta ", ed ecco allora subito la domanda: " Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?" Chiaramente il venir meno del tempio indica inevitabilmente per gli ebrei e l'evangelista Luca la fine del mondo e l'avvento del Regno di Dio in grande potenza e gloria. All'epoca di Gesù c'era un gran discutere, specie in certe correnti apocalittiche, circa il tempo in cui sarebbe accaduto tutto ciò.
Ma Gesù, come è nel suo metodo, non risponde a questa domanda; Gesù dà indicazioni chiare su come comportarsi e come discernere i veri e falsi profeti. Anzitutto esorta a non lasciarsi ingannare da falsi messia e dalle indicazioni circa la data della fine del mondo. Gesù ci esorta: "Non li seguite!".
In secondo luogo il Maestro dice: "Quando sentirete parlare di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate", cioè non cadete nel panico e nell'ansia. Seguono da parte di Gesù altre predizioni, sia di fatti che storicamente sarebbero accaduti subito dopo il suo ritorno al Padre (come le persecuzioni in ogni tempo), sia di sventure e flagelli di ogni tipo (terremoti, carestie e pestilenze), sia di "fatti terrificanti e segni grandi dal cielo", "sarete odiati da tutti per causa del mio nome"; ma ogni fatto anche negativo sarà "un'occasione di dare testimonianza". E in tutto questo non mancherà mai la presenza, l'assistenza e l'aiuto del Signore Gesù: " io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere " e soprattutto "nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto". Qui sta la fede del discepolo, la ragione della sua vittoria sulla paura e sull'ansia: l'assoluta certezza che l'amore e la protezione di Dio sono più forti di qualsiasi male.

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